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Sassari

Violenza davanti a scuola ci sono quattro indagate

di Nadia Cossu
Violenza davanti a scuola ci sono quattro indagate

Prime denunce dopo la furiosa lite tra due studentesse scoppiata lunedì mattina  Ipotizzati i reati di rissa, lesioni e porto abusivo di armi. Al vaglio altre posizioni

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SASSARI. Perquisizioni, acquisizione di audio e video, testimoni convocati in questura e sentiti dagli investigatori. L’indagine della squadra mobile sull’aggressione di due giorni fa davanti all’Alberghiero di Sassari (a Santa Maria di Pisa) ha portato a un primo risultato: quattro donne sono infatti indagate per rissa, lesioni e porto abusivo di armi.

Gli accertamenti sono andati avanti a ritmo serrato fin dal primo momento e con il passare delle ore si sono arricchiti di nuovi elementi che hanno consentito alla polizia di stringere il cerchio e concludere almeno una prima fase investigativa. Il video diffuso sui social lunedì pomeriggio e arrivato in pochissimo tempo sui cellulari di mezza Sassari mostrava una lite furibonda fuori dalla scuola di via Cedrino.

Una giovane con la testa coperta da un cappuccio – almeno in un primo momento – le dava di santa ragione a una coetanea (ex amica a quanto si è appreso in seguito) fino a colpirla con un tirapugni di metallo che le ha provocato una ferita sanguinante sul volto.

Un vero massacro avvenuto davanti agli occhi di decine di studenti e studentesse impegnati a immortalare quell’indecoroso spettacolo con gli smartphone e a sollecitare addirittura maggiore violenza piuttosto che separare le due ragazze.

Quelle immagini hanno fatto il giro delle chat whatsapp, ma anche di Instagram e Facebook con ricostruzioni più o meno attendibili di responsabilità e moventi che avrebbero portato le due rivali a farsi tanto male. Registrazioni che, come prevedibile, sono finite anche nelle mani della polizia che martedì ha immediatamente avviato le indagini.

Una prima informativa sarebbe già stata inoltrata ieri alla Procura dei minori ma l’inchiesta è solo all’inizio. La squadra mobile starebbe infatti esaminando e vagliando la posizione di altre persone, oltre alle quattro già indagate, coinvolte in questa brutta storia che, come è emerso nelle ore successive, sarebbe iniziata giorni prima (o forse anche settimane) e avrebbe coinvolto più soggetti, compresi alcuni familiari delle stesse protagoniste. Negli audio che sempre ieri hanno inondato le chat di centinaia di smartphone si sentono le voci di diverse persone che si schierano, prendendo le difese dell’una o dell’altra studentessa coinvolte nella lite.

Al vaglio degli inquirenti reati che riguardano l’utilizzo del tirapugni, arma “bianca” vietata dalla legge. E, di conseguenza, le lesioni provocate alla vittima dall’ex amica che, come è evidente nel filmato, “indossava” quel pugno di ferro per colpire la rivale con maggiore veemenza.

Trattandosi di minori, si parla di sedicenni, sarà la Procura competente a valutare le posizioni e ad adottare eventuali provvedimenti.

L’episodio ha suscitato molto sdegno in città. In tanti hanno infatti avuto modo di vedere quelle immagini proprio perché gli strumenti a disposizione oggi consentono una diffusione virale che diventa inarrestabile e incontrollabile. Sui social si è sollevata una condanna unanime che ha comprensibilmente suscitato riflessioni più ampie sul contesto sociale nel quale è maturato questo increscioso e grave episodio. Che coinvolge sì minorenni ma anche persone adulte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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