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Sassari

«Acqua, basta emergenze ora servono delle risposte»

di Gavino Masia
«Acqua, basta emergenze ora servono delle risposte»

Un gruppo di cittadini ricevuto dal sindaco dopo i disservizi dei giorni scorsi Al centro dell’incontro i pozzi dimenticati, l’aiuto dell’Eni e i lavori mai realizzati

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PORTO TORRES. I gravi e continui disagi causati dall'ennesima interruzione della distribuzione dell’acqua nel territorio comunale ha creato un diffuso malcontento tra i cittadini. La denuncia contro il disservizio è partita dai residenti di tutte le età, costretti a una emergenza lunga tre giorni. All’indomani del ritorno alla normalità idrica, però, un gruppo di cittadini ha chiesto di incontrare il sindaco Massimo Mulas per conoscere, ed eventualmente suggerire, azioni che in futuro possano, se non eliminare i disagi, quanto meno contenerli ad un livello di ordinaria tollerabilità.

L’incontro c’è stato e si svolto all’interno della sala giunta del palazzo comunale. «Abbiamo chiesto al primo cittadino in particolare di verificare lo stato dei quattro o cinque pozzi che alimentavano la città fino ai primi anni del Duemila – afferma il gruppo di cittadini –, attraverso Abbanoa che li ha acquisiti, e se questi pozzi possano essere rimessi in esercizio per sopperire alle esigenze emergenziali che oramai sono una costante: se queste risorse possano essere utilizzati soprattutto per quei quartieri che durante le emergenze restano completamente a secco, su tutti il quartiere di Serra dei pozzi».

I cittadini hanno chiesto inoltre che il sindaco si faccia parte attiva presso Eni per verificare, ed eventualmente interessare la stessa multinazionale, ad un piano di approvvigionamento tramite i diversi pozzi di cui la stessa Eni è concessionaria o proprietaria nel territorio di Porto Torres. L'incontro, che il gruppo si auspica possa costituire un precedente, è stato ricco di spunti sia di carattere propositivo sia informativo. Un confronto importante in questo periodo di solitudine causato dal covid, insomma, che ha visto quella parte di cittadinanza attiva (sensibile ai problemi e informata su quanto accade nella società) cercare di ricucire quei rapporti diretti tra amministrazione e cittadinanza che hanno subito un sorta di cortocircuito per il virus e pure per una serie di difficoltà sociali, economiche e politiche che stanno facendo crescere le distanze di dialogo tra cittadini e istituzioni. «Speriamo di provocare altri incontri su temi che riguardano la città – aggiunge il gruppo – , ma speriamo soprattutto che anche i giovani si facciano parte attiva per sollecitare interventi, avviare confronti, proporre iniziative e non solo protestare sui social». Il sindaco ha invece ribadito che «da tempo stiamo chiedendo con forza che vengano completate tutte le opere che erano state promesse e che ancora tardano a vedere la luce: in particolare il rifacimento della condotta del Coghinas II e la realizzazione del by-pass dal Cuga».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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