Covid, il pronto soccorso è al limite

Pieno di pazienti in isolamento, continui nuovi accessi e personale insufficiente 

OZIERI. Anche il Pronto soccorso dell’ospedale Segni di Ozieri soffre le conseguenze della quarta ondata di Covid, saturo di pazienti in isolamento e drammaticamente a corto di personale. Una situazione gravissima, che si ripercuote chiaramente sulla cura non solo degli stessi pazienti Covid ma anche e soprattutto sulla gestione delle altre emergenze. In questi ultimi giorni, per non dire settimane, i pazienti che arrivano in Pronto soccorso e che risultino positivi al Covid, in particolar modo se affetti da pluripatologie, e che non possano essere gestiti a domicilio (né tantomeno essere trasferiti nell’immediato in un reparto dedicato) stazionano nelle aree di isolamento anche per più di 10 giorni. Gli altri centri Covid, tutti gestiti da Aou, come ripetuto più volte nei giorni scorsi rifiutano ogni richiesta di trasferimento né nell’immediatezza né ne tengono conto per i giorni successivi. Impossibile anche il trasferimento al Mater Olbia, dove vengono accolto solo pazienti Covid a bassa intensità. Il tutto mentre nel Segni il reparto di Medicina è diventato a tutti gli effetti un centro Covid (essendo i suoi pazienti ormai tutti positivi) e gli altri reparti di appoggio (Chirurgia, Neurologia e Ortopedia) non hanno più posti letto disponibili. Nel Pronto soccorso del Segni sono disponibili solo due posti in isolamento dotati di servizi igienici propri e di tre container che sono assolutamente inadatti a trattare un paziente se non per il tempo necessario per l’arrivo dell’esito del tampone. Eppure le ambulanze del 118 continuano a portare qui moltissimi pazienti, senza dubbio per alleggerire la pressione sul Pronto soccorso di Sassari, ma è un peso che il Ps del Segni non può reggere. Così come non lo regge la Radiologia, dove non esiste un percorso dedicato per i pazienti Covid e dove quindi si rischia da un momento all’altro l’esplosione di un focolaio che potrebbe estendersi a tutto il presidio. Poca sicurezza e, come detto, personale scarsissimo sia tra i medici sia tra gli infermieri e gli oss. In questo momento il Pronto soccorso sta lavorando con tre medici in meno - uno trasferito in selezione all’Aou nel Pronto soccorso di Sassari, uno positivo al Covid e il responsabile dell’unità operativa appena andato in pensione -; mancano infermieri professionali anche perché alcuni sono stati trasferiti nella Medicina per la nota emergenza; mancano del tutto gli Oss. Assistere i pazienti Covid in isolamento è quindi impossibile: una situazione della massima emergenza, che va risolta con decisioni rapide. (b.m.)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes