Greco corregge i sindacati «Nessuna carenza di Dpi»
di Barbara Mastino
Il direttore del presidio ospedaliero di Ozieri respinge le accuse di Cgil, Cisl e Uil Le sigle confederali avevano denunciato la scarsa sicurezza dei lavoratori
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OZIERI. Una categorica smentita della carenza di dispositivi di protezione individuale nel presidio ospedaliero Segni di Ozieri arriva dal direttore Gioacchino Greco, intervenuto ieri in risposta alle dichiarazioni delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil che denunciavano appunto la scarsa sicurezza dei lavoratori dell’ospedale e in particolare dell’unità operativa di Medicina.
«Non c’è nessuna carenza di Dpi - dice il direttore - né nell’ospedale di Ozieri né in tutto il presidio della Asl di Sassari. La direzione aveva già provveduto per tempo, prima dell’arrivo della quarta ondata, alla richiesta di approvvigionamento che puntualmente nella mattinata di oggi (ieri, ndc.) è stata evasa. Pertanto smentisco categoricamente quanto dichiarato dal rappresentante territoriale della Cgil Toto Terrosu anche a nome delle altre sigle sindacali - prosegue il dottor Greco - e colgo l’occasione per invitare tutti a parlare con l’azienda prima di dire cose non vere e strumentalizzare il lavoro di tanti operatori che non vedono le loro famiglie da settimane».
Nell’ospedale Segni le scorte di Dpi arrivano regolarmente su richiesta dai centri di smistamento di Nuoro e Sassari e vengono stoccate in magazzino per poi essere ripartite nei reparti in base alle esigenze. Un magazzino molto piccolo, in realtà, per cui gli approvvigionamenti, che sono di piccole quantità rispetto a quelli di altre realtà, devono avvenire con regolarità onde evitare di lasciare sprovvisti i reparti e al momento questo sta avvenendo. Non c’è quindi nessuna emergenza, sottolinea la direzione di presidio, e anzi al contrario, le scorte vengono ripristinate con regolarità. E questo vale per Ozieri come anche per Alghero e gli altri presidi, dove, come fanno sapere dalla direzione, «sono presenti diversi pazienti positivi al Covid19 che non è stato possibile trasferire presso centri Covid e pertanto stanno ricevendo assistenza nel Pou della Asl di Sassari nonostante non figuri tra gli ospedali Covid». La quarta ondata di contagi era attesa, anche perché come tutte le “novità”, positive o negative che siano, è arrivata nell’Isola qualche giorno dopo rispetto al resto d’Italia. Al netto del fatto che il reparto di Medicina del Segni non dovrebbe essere ma di fatto è un reparto Covid, e che non si riesce a porre rimedio a questa situazione perché gli ospedali Covid continuano sistematicamente a rifiutarsi di prendere in carico i pazienti del Segni (stato di cose non smentito ma anzi ribadito ieri dal direttore Greco), la direzione ribadisce che l’attenzione e l’impegno degli operatori sono ai massimi livelli. E che è tutt’altro che utile - ed è anzi controproducente - battere il ferro caldo della polemica fermandosi alla sola contingenza di una giornata senza informarsi su quanto la direzione stia facendo per mettere pazienti e operatori nelle migliori condizioni che possano essere possibili in una situazione di emergenza che travalica non di poco i confini della sanità sassarese e sarda.
«Non c’è nessuna carenza di Dpi - dice il direttore - né nell’ospedale di Ozieri né in tutto il presidio della Asl di Sassari. La direzione aveva già provveduto per tempo, prima dell’arrivo della quarta ondata, alla richiesta di approvvigionamento che puntualmente nella mattinata di oggi (ieri, ndc.) è stata evasa. Pertanto smentisco categoricamente quanto dichiarato dal rappresentante territoriale della Cgil Toto Terrosu anche a nome delle altre sigle sindacali - prosegue il dottor Greco - e colgo l’occasione per invitare tutti a parlare con l’azienda prima di dire cose non vere e strumentalizzare il lavoro di tanti operatori che non vedono le loro famiglie da settimane».
Nell’ospedale Segni le scorte di Dpi arrivano regolarmente su richiesta dai centri di smistamento di Nuoro e Sassari e vengono stoccate in magazzino per poi essere ripartite nei reparti in base alle esigenze. Un magazzino molto piccolo, in realtà, per cui gli approvvigionamenti, che sono di piccole quantità rispetto a quelli di altre realtà, devono avvenire con regolarità onde evitare di lasciare sprovvisti i reparti e al momento questo sta avvenendo. Non c’è quindi nessuna emergenza, sottolinea la direzione di presidio, e anzi al contrario, le scorte vengono ripristinate con regolarità. E questo vale per Ozieri come anche per Alghero e gli altri presidi, dove, come fanno sapere dalla direzione, «sono presenti diversi pazienti positivi al Covid19 che non è stato possibile trasferire presso centri Covid e pertanto stanno ricevendo assistenza nel Pou della Asl di Sassari nonostante non figuri tra gli ospedali Covid». La quarta ondata di contagi era attesa, anche perché come tutte le “novità”, positive o negative che siano, è arrivata nell’Isola qualche giorno dopo rispetto al resto d’Italia. Al netto del fatto che il reparto di Medicina del Segni non dovrebbe essere ma di fatto è un reparto Covid, e che non si riesce a porre rimedio a questa situazione perché gli ospedali Covid continuano sistematicamente a rifiutarsi di prendere in carico i pazienti del Segni (stato di cose non smentito ma anzi ribadito ieri dal direttore Greco), la direzione ribadisce che l’attenzione e l’impegno degli operatori sono ai massimi livelli. E che è tutt’altro che utile - ed è anzi controproducente - battere il ferro caldo della polemica fermandosi alla sola contingenza di una giornata senza informarsi su quanto la direzione stia facendo per mettere pazienti e operatori nelle migliori condizioni che possano essere possibili in una situazione di emergenza che travalica non di poco i confini della sanità sassarese e sarda.
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