Caso Alzheimer, la sentenza slitta a metà febbraio
SASSARI. Ieri era il giorno delle repliche e della sentenza ma è stato rinviato al prossimo 15 febbraio per un impedimento della corte d’appello (collegio presieduto da Plinia Azzena, a latere Marina...
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SASSARI. Ieri era il giorno delle repliche e della sentenza ma è stato rinviato al prossimo 15 febbraio per un impedimento della corte d’appello (collegio presieduto da Plinia Azzena, a latere Marina Capitta e Maria Grixoni) il processo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa a carico dei neurologi Giuseppe Dore e Marinella D’Onofrio, per i quali il procuratore generale Paolo De Falco ha chiesto rispettivamente sei anni e sei anni e sei mesi di reclusione. Sollecitata l’assoluzione invece – per non aver commesso il fatto – per il consigliere regionale Antonello Peru che in primo grado era stato condannato a 4 anni. L’accusa per i primi due (che in primo grado sono stati condannati a 8 anni e sei mesi e a nove anni) era quella di essere i promotori di un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Mentre Peru era accusato di aver solo partecipato alla stessa. La prescrizione ha spazzato via invece i maltrattamenti e da qui la richiesta del pg De Falco, lo scorso settembre, di non doversi procedere per tutti gli imputati ai quali era contestato questo reato. A metà febbraio si chiuderà quindi il processo di secondo grado sul “caso Alzheimer”: sotto accusa era finita la psiconeuroanalisi, spacciata come una miracolosa cura dell’Alzheimer e di altre forme di demenza. Terapia che, secondo l’accusa, avrebbe previsto umiliazioni e percosse ai malati senza alcuna evidenza scientifica circa la sua efficacia. Tra gli imputati medici, dirigenti sanitari, infermieri, politici e parenti dei pazienti in cura con Dore.
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