Cittadella dei sogni a Sassari, tutti delusi
di Andrea Massidda
Il commento di avvocati e associazioni dei commercianti sul progetto affondato del polo giudiziario
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SASSARI. Considerati i troppi lati oscuri e intricati della vicenda, i responsabili forse non verranno mai scoperti. E – sempre dal punto di vista politico, s’intende – è molto probabile che quello sulla morte del progetto della Cittadella giudiziaria da far sorgere riqualificando il vecchio carcere di San Sebastiano, rimarrà un caso irrisolto. Tuttavia la condanna dei sassaresi nei confronti degli ignoti che, verosimilmente per negligenza, hanno cancellato l’ennesimo sogno di rinascita del centro città, è unanime. Il prospettato Federal building capace di riunire in un’unica sede di via Roma gli uffici del Tribunale civile e penale, la Procura generale, la sezione staccata della Corte d’appello, il Tribunale dei minorenni, il Tribunale di Sorveglianza, il Giudice di pace e persino l’Ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti, era atteso davvero come una manna dal cielo: ossigeno per i commercianti della zona, ormai sfiancati dalla pandemia e dello smart working che tiene in casa molti impiegati. Ma anche un grande contenimento dello stress per gli avvocati, ora come ora impegnati a fare avanti e indietro tra i vari presidi, con udienze che talvolta rischiano di accavallarsi. Per non parlare del rilancio del quartiere: come osservano anche nelle agenzie immobiliari, un’opera del genere sarebbe stata in grado di far lievitare il valore degli immobili. Così non stupisce che la notizia del naufragio del maxi piano avvenuto nel silenzio, susciti rabbia e profonda delusione.
Gli avvocati. Giuseppe Conti, presidente dell’Ordine forense di Sassari, è piuttosto netto: «La mancata realizzazione della Cittadella giudiziaria – dice – non è certo un problema che interessa soltanto noi avvocati, che pure da un polo del genere otterremmo dei vantaggi, ma coinvolge l’intera città. E le ragioni sono di facile intuizione, tenuto conto che una simile soluzione avrebbe garantito grandi risparmi alla pubblica amministrazione. Per quanto ci riguarda – continua Conti – come Ordine professionale abbiamo iniziato a occuparcene tanti anni fa, più o meno dopo che il carcere di San Sebastiano è stato dismesso. Ma è chiaro che oltre certi limiti di attenzione e sollecitazioni non possiamo andare».
Parole in linea con quelle dell’avvocato Elias Vacca. «La cittadella giudiziaria – commenta – oltre ad agevolare la quotidianità di avvocati e cittadini che accedano agli uffici giudiziari, rivitalizzerebbe il centro di Sassari e costituirebbe un segnale di riscatto per la città. Tra l’altro torna sempre in discussione la trasformazione della sezione distaccata di Corte d’Appello di Sassari in sede distrettuale tout court, il che la salverebbe dai reiterati tentativi di soppressione. La cittadella consentirebbe un enorme risparmio sul canone di locazione pagato per via Budapest. E si sa che i costi di mantenimento della sezione distaccata sono uno degli argomenti utilizzati da chi, da Roma a Cagliari, ne ventila la soppressione. Sassari – conclude Vacca – è assediata da molti nemici: se le sentinelle dormono o lasciano i cancelli aperti siamo fritti».
I commercianti. Sul fronte delle attività commerciali della zona si avverte una delusione cocente. Come quella di Giuseppe Boccia, presidente di Confesercenti per il Nord Sardegna: «Tra i battibecchi politici e lo scambio di accuse tra primi cittadini, poco produttivi per la città, un altro progetto di riqualificazione e di stimolo anche per i comparti produttivi, lascia il vuoto e l’amaro in bocca. Auspichiamo che la politica con la P maiuscola lasci da parte le diatribe e i ciarameddi e punti dritta a obiettivi che alimentino benessere e vitalità, per una città davvero migliore ».
Gli fa praticamente eco Pier Giuseppe Canu, al vertice territoriale di Confcommercio: «L’apertura di una Cittadella giudiziaria in via Roma – spiega – avrebbe generato un ulteriore indotto per gli imprenditori del centro città. Spero che non tutto sia perduto: tutte le attività ne trarrebbero sicuramente un beneficio. Bar, ristoranti, negozi di abbigliamento e così via. Inoltre ci sarebbe persino un beneficio ambientale per via della minore circolazione dei veicoli».
Gli avvocati. Giuseppe Conti, presidente dell’Ordine forense di Sassari, è piuttosto netto: «La mancata realizzazione della Cittadella giudiziaria – dice – non è certo un problema che interessa soltanto noi avvocati, che pure da un polo del genere otterremmo dei vantaggi, ma coinvolge l’intera città. E le ragioni sono di facile intuizione, tenuto conto che una simile soluzione avrebbe garantito grandi risparmi alla pubblica amministrazione. Per quanto ci riguarda – continua Conti – come Ordine professionale abbiamo iniziato a occuparcene tanti anni fa, più o meno dopo che il carcere di San Sebastiano è stato dismesso. Ma è chiaro che oltre certi limiti di attenzione e sollecitazioni non possiamo andare».
Parole in linea con quelle dell’avvocato Elias Vacca. «La cittadella giudiziaria – commenta – oltre ad agevolare la quotidianità di avvocati e cittadini che accedano agli uffici giudiziari, rivitalizzerebbe il centro di Sassari e costituirebbe un segnale di riscatto per la città. Tra l’altro torna sempre in discussione la trasformazione della sezione distaccata di Corte d’Appello di Sassari in sede distrettuale tout court, il che la salverebbe dai reiterati tentativi di soppressione. La cittadella consentirebbe un enorme risparmio sul canone di locazione pagato per via Budapest. E si sa che i costi di mantenimento della sezione distaccata sono uno degli argomenti utilizzati da chi, da Roma a Cagliari, ne ventila la soppressione. Sassari – conclude Vacca – è assediata da molti nemici: se le sentinelle dormono o lasciano i cancelli aperti siamo fritti».
I commercianti. Sul fronte delle attività commerciali della zona si avverte una delusione cocente. Come quella di Giuseppe Boccia, presidente di Confesercenti per il Nord Sardegna: «Tra i battibecchi politici e lo scambio di accuse tra primi cittadini, poco produttivi per la città, un altro progetto di riqualificazione e di stimolo anche per i comparti produttivi, lascia il vuoto e l’amaro in bocca. Auspichiamo che la politica con la P maiuscola lasci da parte le diatribe e i ciarameddi e punti dritta a obiettivi che alimentino benessere e vitalità, per una città davvero migliore ».
Gli fa praticamente eco Pier Giuseppe Canu, al vertice territoriale di Confcommercio: «L’apertura di una Cittadella giudiziaria in via Roma – spiega – avrebbe generato un ulteriore indotto per gli imprenditori del centro città. Spero che non tutto sia perduto: tutte le attività ne trarrebbero sicuramente un beneficio. Bar, ristoranti, negozi di abbigliamento e così via. Inoltre ci sarebbe persino un beneficio ambientale per via della minore circolazione dei veicoli».
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