I 150 stomizzati chiedono una sede
L’Ass incontra l’assessora Fois: «Serve un ambulatorio come riferimento»
1 MINUTI DI LETTURA
PORTO TORRES. La richiesta di una sede per fronteggiare le difficoltà dei tanti pazienti stomizzati presenti in città. È quanto emerso nel corso di un incontro tra il vicesindaco e assessore ai Servizi sociali Simona Fois ed una delegazione dell’Associazione Sarda Stomizzati guidata dal presidente Loreto Ciappeddu.
Meeting durante il quale la stessa associazione si è presentata portando all’attenzione dell’amministrazione la condizione di disagio dei pazienti stomizzati, ai quali viene confezionato chirurgicamente uno stoma, una bocca utile per deviare un viscere che può essere l’intestino, lo stomaco, la vescica e l’uretere.
«Ci servirebbe un locale, un ambulatorio, perché a Porto Torres gli stomizzati sono in difficoltà sia per il numero elevato che per l’accesso alle strutture sanitarie», spiega il presidente Ciappeddu.
L’associazione, affiliata alla Fais, Federazione associazioni incontinenti e stomizzati, è nata nel febbraio 2021 e fin da subito ha rappresentato le istanze dei pazienti turritani, che sono oltre centocinquanta secondo i dati forniti da Loreto Ciappeddu.
«In seguito all'incontro avuto con l'associazione stiamo valutando come soddisfare questa loro richiesta ricorrendo a spazi di proprietà comunale o interloquendo con la Asl – afferma l’assessore ai Servizi sociali Simona Fois –. Come amministrazione la consideriamo una tematica importante e vogliamo dimostrare in maniera concreta la vicinanza alle esigenze di queste persone».
Emanuele Fancellu
Meeting durante il quale la stessa associazione si è presentata portando all’attenzione dell’amministrazione la condizione di disagio dei pazienti stomizzati, ai quali viene confezionato chirurgicamente uno stoma, una bocca utile per deviare un viscere che può essere l’intestino, lo stomaco, la vescica e l’uretere.
«Ci servirebbe un locale, un ambulatorio, perché a Porto Torres gli stomizzati sono in difficoltà sia per il numero elevato che per l’accesso alle strutture sanitarie», spiega il presidente Ciappeddu.
L’associazione, affiliata alla Fais, Federazione associazioni incontinenti e stomizzati, è nata nel febbraio 2021 e fin da subito ha rappresentato le istanze dei pazienti turritani, che sono oltre centocinquanta secondo i dati forniti da Loreto Ciappeddu.
«In seguito all'incontro avuto con l'associazione stiamo valutando come soddisfare questa loro richiesta ricorrendo a spazi di proprietà comunale o interloquendo con la Asl – afferma l’assessore ai Servizi sociali Simona Fois –. Come amministrazione la consideriamo una tematica importante e vogliamo dimostrare in maniera concreta la vicinanza alle esigenze di queste persone».
Emanuele Fancellu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
