La storia di Pablo, pitbull agile e docile
Da cane un po’ indisciplinato a finalista dei campionati nazionali di agility dog
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SASSARI. La razza del cane, la sua indole, contano, e prima di acquistare o adottare un pitbull, un rottwailer o un dogo argentino bisognerebbe essere consapevoli che non si tratta di un amico a quattro zampe qualunque. Tuttavia, se il padrone ha la capacità di educarli e farli socializzare correttamente, questi cani possono diventare docili, obbedienti e un perfetto compagno di vita. La storia di Pablo è esemplare. «È un Amstaf – racconta la proprietaria Patrizia Prisco – L’ho preso che aveva 3 mesi e mezzo, perché la famiglia che lo teneva non era in grado di gestirlo. Avevo già un altro pitbull di tre anni, Kent, e la loro convivenza, con un po’ di lavoro, è andata a buon fine». Dopodiché Patrizia decide di avviare Pablo alla pratica dell’agility dog, e i risultati sono stupefacenti. «In meno di un anno ha superato il punteggio di 12 (ottiene un sorprendente 17,5) che gli dà l’accesso alle qualificazioni per le finali del campionato italiano Csen di Cattolica. Pur avendo gareggiato contro razze ben più rodate per queste competizioni, come i border collie, Pablo si è piazzato secondo in Sardegna ». Alle finali poi Pablo non è riuscito ad andare avanti, perché la concorrenza era super agguerrita. Ma la padrona è molto orgogliosa: «Vorrei che la sua storia aiuti a far capire che avere a fianco un pitbull, o una potenziale macchina da guerra, non fa figo – dice Patrizia Prisco – la cosa meravigliosa è educarlo correttamente per poi contare su un compagno docile e fedele, poterlo portare in mezzo a tanti altri cani senza mai vederlo ringhiare, e divertirsi con lui sempre. (lu.so.)
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