«Castelsardo, salvata la sanità»
di Salvatore Santoni
Il poliambulatorio rischiava la chiusura, il Comitato cittadino ha raccolto 1400 firme di protesta
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CASTELSARDO. Due schede del Pnrr per garantire a Castelsardo un posto al sole nella nuova mappa dei servizi sanitari. È questo il risultato dell’incontro, avvenuto giovedì scorso a Cagliari, tra l’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, e l’ex sindaco Franco Cuccureddu, in missione per conto del Comitato cittadino che in poche settimane ha raccolto oltre 1.400 firme mirate a evitare lo smantellamento del poliambulatorio del paese.
Il pressing. Il caso sulla sparizione di Castelsardo dalla mappa regionale dei servizi sanitari è stato portato all’attenzione del presidente della commissione regionale sanità, Nico Mundula, anche grazie ad altri due componenti dello stesso comitato, Christian Speziga e Giuseppe Ruzzu. E nei giorni scorsi è atterrato sulla scrivania dell’assessore. L’incontro di giovedì con l’assessore Nieddu, tra l’altro, ha fatto seguito ad un altro, avvenuto lo scorso mese di dicembre, con una delegazione dello stesso comitato e i consiglieri comunali Angelo e Grazia Lorenzoni.
Il mistero. Ma nei giorni scorsi il primo cittadino, Antonio Capula, ha smentito lo scippo facendo sapere che i servizi sanitari, a seguito di interlocuzioni con l’Ares, non soltanto rimarranno operativi ma saranno anche incrementati. Questo perché Castelsardo compare in un elenco circolato lo scorso mese di dicembre nella conferenza territoriale socio sanitaria. Durante l’incontro con l’assessore Nieddu – fanno sapere dal comitato – è però emerso che nella nuova mappa sanitaria Castelsardo effettivamente non c’è. Cioè non fa parte delle 74 case della comunità, fra hub e spoke, delle 24 centrali operative territoriali e dei 35 ospedali di comunità squadernati nella bozza della Regione.
L’impegno. Le interlocuzioni con i centri decisionali della Regione hanno però portato un impegno importante per la rocca dei Doria. «Nieddu ha assicurato che proporrà lui stesso la modifica del piano triennale dei servizi sanitari – spiega ancora Cuccureddu – per inserire Castelsardo prima del parere da parte della commissione sanità e della definitiva approvazione da parte della Giunta».
Le schede. L’ex sindaco di Castelsardo spiega inoltre che «si è deciso, stante l’imminenza della scadenza e nelle more della modifica della proposta di piano triennale, di aggiungere due schede alternative alle 50 inizialmente previste a valere sul Pnrr, appunto la 51 e la 52, con le quali si prevedono interventi di ristrutturazione e ampliamento dei locali esistenti oppure quella dell’acquisizione di un ampio immobile privato, nel quale sarebbe possibile ospitare anche i servizi del centro di salute mentale (ubicato in via Trieste), quelli della guardia turistica e del 118 (al porto) e forse, anche, i servizi veterinari (Lu Bagnu».
Palazzo della salute. Oggi i servizi sanitari a Castelsardo sono infatti ripartiti in diversi locali della città. La soluzione più ambiziosa, secondo Cuccureddu, sarebbe portare a dama il discorso del palazzo della salute, una struttura capiente abbastanza per racchiudere tutti i servizi sanitari locali. Se ne parla da molti anni, e i fondi del Pnrr potrebbero essere una soluzione per raggiungere l’obiettivo che metterebbe d’accordo tutti: gli utenti che potrebbero godere di locali adeguati in una cittadella sanitaria e il sistema sanitario che risparmierebbe non poco in manutenzioni e bollette.
Il pressing. Il caso sulla sparizione di Castelsardo dalla mappa regionale dei servizi sanitari è stato portato all’attenzione del presidente della commissione regionale sanità, Nico Mundula, anche grazie ad altri due componenti dello stesso comitato, Christian Speziga e Giuseppe Ruzzu. E nei giorni scorsi è atterrato sulla scrivania dell’assessore. L’incontro di giovedì con l’assessore Nieddu, tra l’altro, ha fatto seguito ad un altro, avvenuto lo scorso mese di dicembre, con una delegazione dello stesso comitato e i consiglieri comunali Angelo e Grazia Lorenzoni.
Il mistero. Ma nei giorni scorsi il primo cittadino, Antonio Capula, ha smentito lo scippo facendo sapere che i servizi sanitari, a seguito di interlocuzioni con l’Ares, non soltanto rimarranno operativi ma saranno anche incrementati. Questo perché Castelsardo compare in un elenco circolato lo scorso mese di dicembre nella conferenza territoriale socio sanitaria. Durante l’incontro con l’assessore Nieddu – fanno sapere dal comitato – è però emerso che nella nuova mappa sanitaria Castelsardo effettivamente non c’è. Cioè non fa parte delle 74 case della comunità, fra hub e spoke, delle 24 centrali operative territoriali e dei 35 ospedali di comunità squadernati nella bozza della Regione.
L’impegno. Le interlocuzioni con i centri decisionali della Regione hanno però portato un impegno importante per la rocca dei Doria. «Nieddu ha assicurato che proporrà lui stesso la modifica del piano triennale dei servizi sanitari – spiega ancora Cuccureddu – per inserire Castelsardo prima del parere da parte della commissione sanità e della definitiva approvazione da parte della Giunta».
Le schede. L’ex sindaco di Castelsardo spiega inoltre che «si è deciso, stante l’imminenza della scadenza e nelle more della modifica della proposta di piano triennale, di aggiungere due schede alternative alle 50 inizialmente previste a valere sul Pnrr, appunto la 51 e la 52, con le quali si prevedono interventi di ristrutturazione e ampliamento dei locali esistenti oppure quella dell’acquisizione di un ampio immobile privato, nel quale sarebbe possibile ospitare anche i servizi del centro di salute mentale (ubicato in via Trieste), quelli della guardia turistica e del 118 (al porto) e forse, anche, i servizi veterinari (Lu Bagnu».
Palazzo della salute. Oggi i servizi sanitari a Castelsardo sono infatti ripartiti in diversi locali della città. La soluzione più ambiziosa, secondo Cuccureddu, sarebbe portare a dama il discorso del palazzo della salute, una struttura capiente abbastanza per racchiudere tutti i servizi sanitari locali. Se ne parla da molti anni, e i fondi del Pnrr potrebbero essere una soluzione per raggiungere l’obiettivo che metterebbe d’accordo tutti: gli utenti che potrebbero godere di locali adeguati in una cittadella sanitaria e il sistema sanitario che risparmierebbe non poco in manutenzioni e bollette.
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