Addio a Eugenio, gigante buono dell’Asinara
Denegri aveva 78 anni, appuntato della polizia penitenziaria fece parte dell’equipaggio del Cantiello
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STINTINO. Eugenio Denegri aveva 78 anni, era una delle colonne dell’Asinara. L’isola, quella dei tempi del carcere ma anche del Parco nazionale al quale si era avvicinato con il rispetto e l’attenzione di chi ama il mare e l’ambiente. Si è spento l’altra notte nella sua Stintino. Agente della polizia penitenziaria, è stato uno di quegli appuntati “tuttofare” che giustificavano la permanenza stessa in quel laboratorio dalle mille forme che è stata l’Asinara. Lui era il gigante buono, il “Bud Spencer” che era difficile non avere come amico. Pratico, leale, rispettoso, semplice, curioso e capace di rimuovere le difficoltà anche con una sola battuta.
Fece parte dello storico equipaggio della motonave “Cantiello” che per anni ha fatto la spola tra Porto Torres e l’isola dell’Asinara, trasportando quella varia umanità che - almeno durante il viaggio - si ritrovava riunita su quel battello della speranza.
Lui era un nostromo, un uomo di mare vero, di quelli che sanno quanto rispetto bisogna portare a quella distesa azzurra. La storia dei tempi del carcere è ricca di episodi che hanno avuto protagonista Eugenio. Due su tutti oggi regalano un sorriso: un giorno sulla banchina un detenuto che ostentava la sua forza fisica prese atto che il “gigante buono” era inarrivabile: Eugenio Denegri caricò da solo quattro sacchi da 200 chili ciascuno sul carrello. Poi sorridente: «Bene, adesso puoi andare». Scattarono gli applausi. Forza fisica e intelligenza, capacità di confrontarsi con gli altri. Anche quando intervenì in una cella a Fornelli dove uno detenuto esperto in arti marziali stava distruggendo gli arredi. Si conosce il finale: il recluso accompagnato da Eugenio Denegri a rapporto dal capo diramazione. Conclusa l’esperienza nella polizia penitenziaria, Eugenio ha continuato ad andare per mare, da comandante della sua barca di pescaturismo. Visite guidate e racconti che hanno catturato centinaia di turisti. Stintino oggi saluta “zio Eugenio” alle 15,30 nella chiesa dell’Immacolata. Ieri il sito “Affetti dal mal d’Asinara” voluto da Carlo Hendel gli ha dedicato un post che ha raccolto affettuosi messaggi da ogni parte del mondo. Buon viaggio Eugenio, gigante buono dell’Asinara. (g.baz.)
Fece parte dello storico equipaggio della motonave “Cantiello” che per anni ha fatto la spola tra Porto Torres e l’isola dell’Asinara, trasportando quella varia umanità che - almeno durante il viaggio - si ritrovava riunita su quel battello della speranza.
Lui era un nostromo, un uomo di mare vero, di quelli che sanno quanto rispetto bisogna portare a quella distesa azzurra. La storia dei tempi del carcere è ricca di episodi che hanno avuto protagonista Eugenio. Due su tutti oggi regalano un sorriso: un giorno sulla banchina un detenuto che ostentava la sua forza fisica prese atto che il “gigante buono” era inarrivabile: Eugenio Denegri caricò da solo quattro sacchi da 200 chili ciascuno sul carrello. Poi sorridente: «Bene, adesso puoi andare». Scattarono gli applausi. Forza fisica e intelligenza, capacità di confrontarsi con gli altri. Anche quando intervenì in una cella a Fornelli dove uno detenuto esperto in arti marziali stava distruggendo gli arredi. Si conosce il finale: il recluso accompagnato da Eugenio Denegri a rapporto dal capo diramazione. Conclusa l’esperienza nella polizia penitenziaria, Eugenio ha continuato ad andare per mare, da comandante della sua barca di pescaturismo. Visite guidate e racconti che hanno catturato centinaia di turisti. Stintino oggi saluta “zio Eugenio” alle 15,30 nella chiesa dell’Immacolata. Ieri il sito “Affetti dal mal d’Asinara” voluto da Carlo Hendel gli ha dedicato un post che ha raccolto affettuosi messaggi da ogni parte del mondo. Buon viaggio Eugenio, gigante buono dell’Asinara. (g.baz.)
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