Alcolici venduti a minori nel mirino bar e negozi
I controlli hanno interessato nell’ultimo fine settimana ottanta attività Un pubblico esercizio sanzionato, altri due locali chiusi in alcune ore per un mese
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SASSARI. La crescente diffusione dell’uso di bevande alcoliche tra le nuove generazioni è un campanello d’allarme che suona da parecchio anche a Sassari e nel territorio, anche se l’allarme sociale continua a essere largamente sottovalutato. Sarebbe sufficiente fare un giro nel fine settimana in piazze a strade per rendersi conto - valutando le bottiglie vuote lasciate dopo lunghe ore di ritrovo - di quanto il fenomeno sia in fase di espansione.
E ogni volta che scattano controlli mirati si scopre che ci sono titolari di bar e negozi che vendono tranquillamente alcolici e superalcolici a minori, anche a giovanissimi di 13 e 14 anni. La conferma è arrivata dall’operazione della polizia locale di Sassari che ha eseguito una serie di controlli proprio per dare un contributo per arginare il fenomeno sempre più preoccupante della vendita di alcolici ai minori.
Nell’ultimo fine settimana, gli agenti del comando di via Carlo Felice nel fine settimana hanno effettuato verifiche su almeno ottanta attività tra circoli, bar, negozi e supermercati. Il risultato è stato di due esercizi di vicinato chiusi in alcune ore per un mese e un bar sanzionato.
Il sindaco Nanni Campus ha disposto, con un’ordinanza, la sospensione dell'attività di un esercizio di vicinato in via Università. Per un mese il negozio dovrà chiudere dalle 16 alle 8 del giorno dopo.
Nel corso delle verifiche, la polizia locale ha accertato che il titolare ha venduto superalcolici a una ragazzina di sedici anni. Già la scorsa settimana il sindaco aveva sancito la sospensione dell'attività di un esercizio di vicinato nella stessa zona, sempre per un mese ma in questo caso dalle 13 alle 8 in quanto l'esercente è recidivo. E in occasione dell’ultimo controllo è stato accertato che l'uomo aveva venduto alcolici a un ragazzino minorenne. Infine, sempre nei giorni scorsi, è stato sanzionato dagli agenti guidati dal comandante Gianni Serra il titolare di un bar in via Roma perché è stato accertato che somministrava al tavolo bevande alcoliche a due ragazze minori. In questo caso, la normativa nazionale prevede la sanzione da 250 a mille euro. In caso di recidiva si applica la sanzione da 500 a 2mila euro, con sospensione dell’attività per tre mesi. Il divieto riguarda i minori di anni 18, ultra sedicenni, mentre la somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni viene sanzionata penalmente dall’articolo 689.
Vino, birra, amari, superalcolici (in particolare Vodka), dalle attività di osservazione effettuate nel corso dei servizi - i minori sono stati fermati in alcuni casi mentre si allontanavano subito dopo avere acquistato bottiglie di superalcolici, quindi con la prova dell’illecito commesso da chi aveva venduto il prodotto -è emerso un altro problema di indubbia rilevanza segnalato in diverse occasioni: il consumo abbondante di più bevande alcoliche in una sola occasione. Una forma pericolosa quella del binge drinking che arriva ad alterare lo stato psico fisico, fino allo stordimento e all’intossicazione. Con giovanissimi che in più di una occasione sono stati soccorsi per strada e accompagnati in ospedale in condizioni serie.
A livello nazionale, la relazione del ministro della Salute ha da poco messo in evidenza l’aumento registrato nel 2020 con le ragazze nella fascia di età tra 14 e 17 anni che per la prima volta hanno superato i loro coetanei nella fascia dei consumatori a rischio. (g.baz.)
E ogni volta che scattano controlli mirati si scopre che ci sono titolari di bar e negozi che vendono tranquillamente alcolici e superalcolici a minori, anche a giovanissimi di 13 e 14 anni. La conferma è arrivata dall’operazione della polizia locale di Sassari che ha eseguito una serie di controlli proprio per dare un contributo per arginare il fenomeno sempre più preoccupante della vendita di alcolici ai minori.
Nell’ultimo fine settimana, gli agenti del comando di via Carlo Felice nel fine settimana hanno effettuato verifiche su almeno ottanta attività tra circoli, bar, negozi e supermercati. Il risultato è stato di due esercizi di vicinato chiusi in alcune ore per un mese e un bar sanzionato.
Il sindaco Nanni Campus ha disposto, con un’ordinanza, la sospensione dell'attività di un esercizio di vicinato in via Università. Per un mese il negozio dovrà chiudere dalle 16 alle 8 del giorno dopo.
Nel corso delle verifiche, la polizia locale ha accertato che il titolare ha venduto superalcolici a una ragazzina di sedici anni. Già la scorsa settimana il sindaco aveva sancito la sospensione dell'attività di un esercizio di vicinato nella stessa zona, sempre per un mese ma in questo caso dalle 13 alle 8 in quanto l'esercente è recidivo. E in occasione dell’ultimo controllo è stato accertato che l'uomo aveva venduto alcolici a un ragazzino minorenne. Infine, sempre nei giorni scorsi, è stato sanzionato dagli agenti guidati dal comandante Gianni Serra il titolare di un bar in via Roma perché è stato accertato che somministrava al tavolo bevande alcoliche a due ragazze minori. In questo caso, la normativa nazionale prevede la sanzione da 250 a mille euro. In caso di recidiva si applica la sanzione da 500 a 2mila euro, con sospensione dell’attività per tre mesi. Il divieto riguarda i minori di anni 18, ultra sedicenni, mentre la somministrazione di alcolici ai minori di 16 anni viene sanzionata penalmente dall’articolo 689.
Vino, birra, amari, superalcolici (in particolare Vodka), dalle attività di osservazione effettuate nel corso dei servizi - i minori sono stati fermati in alcuni casi mentre si allontanavano subito dopo avere acquistato bottiglie di superalcolici, quindi con la prova dell’illecito commesso da chi aveva venduto il prodotto -è emerso un altro problema di indubbia rilevanza segnalato in diverse occasioni: il consumo abbondante di più bevande alcoliche in una sola occasione. Una forma pericolosa quella del binge drinking che arriva ad alterare lo stato psico fisico, fino allo stordimento e all’intossicazione. Con giovanissimi che in più di una occasione sono stati soccorsi per strada e accompagnati in ospedale in condizioni serie.
A livello nazionale, la relazione del ministro della Salute ha da poco messo in evidenza l’aumento registrato nel 2020 con le ragazze nella fascia di età tra 14 e 17 anni che per la prima volta hanno superato i loro coetanei nella fascia dei consumatori a rischio. (g.baz.)
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