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Sassari

La fuga di Marco Spissu dalla Russia, tre giorni di viaggio per arrivare a casa

Mario Carta
La fuga di Marco Spissu dalla Russia, tre giorni di viaggio per arrivare a casa

La dirigenza dell’Unics Kazan ha permesso di fare la valigie al cestista ex Dinamo. Gli spazi aerei chiusi hanno complicato il viaggio di ritorno dal Tatarstan a Sassari

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SASSARI. La grande fuga e il grande rientro proseguono, fra mille difficoltà. Odissee che si moltiplicano, ciascuna diversa eppure tutte uguali. Dall’Ucraina e dall'intera area interessata dal conflitto, Russia in primis. Ed è dalla Russia che sta tornando in Sardegna Marco Spissu, sassarese, playmaker dell'Unics Kazan di basket. Tre giorni di viaggio, nottate in aeroporto, trasferimenti in pullman e taxi, controlli su controlli, frontiere roventi da scavalcare con cautela. Lo smartphone più spento che acceso e familiari e amici appesi alle doppie spunte blu di Whatsapp. Tre giorni per tornare a casa da Kazan, 830 chilometri a Est di Mosca, capitale del Tatarstan. Dove Marco si è fatto valere eccome, al primo anno nell'Eurolega, il secondo campionato al mondo dopo la Nba. Arrivato dalla Dinamo Sassari ha conquistato tecnici e tifosi, è diventato il miglior tiratore da tre punti dell'intera lega e quando la Eca, l'organizzazione che gestisce il torneo _ rispondendo all'input del Cio – ha escluso dal campionato le formazioni russe, Spissu ha raccolto l'assist di Evgeny Bogachev, presidente della società, e ha preparato le valigie. «I nostri giocatori stranieri hanno paura», ha detto il numero uno dell'Unics all'agenzia Tass. E la decisione di liberare tutti i giocatori non russi è stata ufficializzata a ruota dal direttore sportivo della squadra, l'italiano Claudio Coldebella.

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