La Nuova Sardegna

Sassari

«Sporcizia e degrado nel reparto di Pediatria»

«Sporcizia e degrado nel reparto di Pediatria»

Lo sfogo di una mamma ricoverata col bimbo. Il progetto del nuovo materno infantile è in alto mare

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. In attesa di novità sul progetto del Materno infantile o su quello del Nuovo Ospedale, restano i disagi per chi viene ricoverato nei locali inadeguati della Pediatria alle Cliniche di San Pietro.

«Son troppo amareggiata dalle condizioni inadeguate alle quali il mio bambino e tante altre creature sono sottoposte là dentro – si lamenta una mamma – È possibile che tutto questo sia reale? Una struttura fatiscente, wc senza tavole, sciacquoni che non funzionano, per lo scarico si riempie una bacinella, lavandini intasati, docce dotate solo di tubi, i soffioni son appoggiati in terra arrugginiti e rotti, camere impolverate con poltrone in dotazione per le mamme consumate e macchiate».

E ancora: «Pavimenti sporchi di peli, capelli e lanugine. E a fare compagnia alla nostra permanenza ci sono delle simpatiche e gigantesche blatte che salgono dagli scarichi delle vaschette dove dovremmo lavare i nostri figli. Io mi chiedo: non ci sono controlli? È possibile che per curare i bimbi dobbiamo scendere a questi compromessi?».

Purtroppo le prospettive di avere a breve una struttura moderna e accogliente non sono affatto ottimistiche. Il primo progetto del Materno infantile è stato finanziato dall’allora assessore Dirindin con 95 milioni di euro. La sua costruzione sarebbe dovuta partire già nel 2017 preceduta dall’abbattimento del Palazzo rosso di viale San Pietro. Però solo il 15 giugno del 2018 c’è stata la consegna ufficiale dei lavori, alla quale avevano presenziato anche l’allora presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru, l’assessore alla Sanità Luigi Arru, i vertici dell’Aou, il rettore Massimo Carpinelli, il sindaco Nicola Sanna e il rappresentante dell’associazione temporanea di imprese che aveva vinto l’appalto da 71 milioni di euro, su 95 i disponibili. E cioè la capogruppo Salc spa, la Gemmo spa e l’impresa Giuseppe Angius costruzioni srl, con il raggruppamento dei professionisti Mythos Consorzio Stabile Scarl e Geo Engineering srl. Concluso l’abbattimento del fatiscente Palazzo rosso, tutto si è fermato per una lunga querelle sul fatto se servisse o meno la valutazione di impatto ambientale. Risolto questo aspetto (non serviva) è sorto un nuovo problema tra società appaltante e le imprese.

A ballare sono 12 milioni e 700mila euro di differenza. Che la Rti chiede per la ricalibrazione del progetto, per cui ha presentato un nuovo esecutivo. Sul tema deve pronunciarsi un collegio consultivo tecnico, una sorta di arbitrato formato da professionisti pagati dall’Aou e dalle ditte. Questo collegio dovrà dire se il progetto vale quei 12 milioni e mezzo in più. C’è da dire che questi fondi uteriori al momento non ci sono, per cui anche se le imprese avessero ragione, comunque il cantiere di bloccherebbe.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
L’indagine

«Pronti a morire per i lingotti»: così la banda dell’oro preparava il colpo da milioni di euro – I ruoli degli indagati

di Luigi Soriga
Le nostre iniziative