Enrico Costa, lo scrittore e la sua città
Giovedì si è tenuta la seconda giornata di studi alla Biblioteca universitaria
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SASSARI. La biblioteca universitaria ha ospitato la seconda giornata di studi dedicata alla figura di Enrico Costa. L’appuntamento, intitolato “Lo scrittore e la sua città attraverso le sue carte”, è stato realizzato in occasione dei 113 anni dalla morte dello scrittore, giornalista e archivista sassarese. L’evento è stato promosso da Aristeo con la Biblioteca universitaria con il patrocinio della Regione, Fondazione di Sardegna, Comune di Sassari e del MiC.
Ad aprire la conferenza Laura Useri, assessora alla cultura del Comune, che ha sottolineato l’importanza della figura di Enrico Costa per la città: «Costa ha dato tanto a Sassari, ci ha lasciato un patrimonio che dopo la sua morte è stato valorizzato, condiviso e trasmesso grazie al grande lavoro svolto da studiosi e ricercatori. Spero che eventi culturali come questo siano da esempio, e che momenti simili siano sempre più frequenti per tornare alla normalità».
L’intervento di Giovanni Fiori, direttore della Biblioteca, si è concentrato sulla peculiarità del Fondo Costa, una collezione inizialmente privata di carte e pubblicazioni acquisita proprio dalla biblioteca universitaria nel 2013 e che comprende vicende narrate dallo scrittore, poesie, sonetti, guide racconto, inventari, appunti, documenti, registri relativi al suo lavoro di archivista. Sono presenti anche fotografie che immortalano scene di vita quotidiana e della famiglia di Costa. «Ciò che ci ha colpito fin da subito – ha commentato Fiori – è l’accuratezza con la quale il materiale è stato conservato nel corso degli anni». Compito della Biblioteca quello di tutelare il fondo attraverso azioni di descrizione, catalogazione, inventariazione. Il Circolo Culturale Aristeo, come ricordato da Simonetta Castia aveva avviato la ricerca sul Fondo già nel 2008, a pochi mesi dalla celebrazione per il centenario della scomparsa dello scrittore: «Studiare Costa serve a fare in modo che la città possa riappropriarsi delle radici che le appartengono. Si tratta di un Fondo eterogeneo che serve a descrivere il profilo particolare di un personaggio in grado di raccontarsi e di raccontare Sassari».
Secondo Castia, Enrico Costa ha preparato la narrazione di sé stesso proprio per i posteri, volontà che nasce dall’esigenza di lasciare traccia della sua infanzia personale difficile vissuta in estrema povertà. Prima dell’intervento conclusivo di Giuseppe Zichi, ricercatore dell’Uniss che ha analizzato il contesto storico e culturale nel quale Costa operò e visse, è intervenuta Carla Merella. La responsabile dell’Archivio storico comunale ha testimoniato come, ancora oggi, le tracce dell’attività di Enrico Costa come archivista rappresentino spesso un punto di partenza importante per gli addetti ai lavori che svolgono ricerche nell’archivio comunale.
Simone Giuliani
Ad aprire la conferenza Laura Useri, assessora alla cultura del Comune, che ha sottolineato l’importanza della figura di Enrico Costa per la città: «Costa ha dato tanto a Sassari, ci ha lasciato un patrimonio che dopo la sua morte è stato valorizzato, condiviso e trasmesso grazie al grande lavoro svolto da studiosi e ricercatori. Spero che eventi culturali come questo siano da esempio, e che momenti simili siano sempre più frequenti per tornare alla normalità».
L’intervento di Giovanni Fiori, direttore della Biblioteca, si è concentrato sulla peculiarità del Fondo Costa, una collezione inizialmente privata di carte e pubblicazioni acquisita proprio dalla biblioteca universitaria nel 2013 e che comprende vicende narrate dallo scrittore, poesie, sonetti, guide racconto, inventari, appunti, documenti, registri relativi al suo lavoro di archivista. Sono presenti anche fotografie che immortalano scene di vita quotidiana e della famiglia di Costa. «Ciò che ci ha colpito fin da subito – ha commentato Fiori – è l’accuratezza con la quale il materiale è stato conservato nel corso degli anni». Compito della Biblioteca quello di tutelare il fondo attraverso azioni di descrizione, catalogazione, inventariazione. Il Circolo Culturale Aristeo, come ricordato da Simonetta Castia aveva avviato la ricerca sul Fondo già nel 2008, a pochi mesi dalla celebrazione per il centenario della scomparsa dello scrittore: «Studiare Costa serve a fare in modo che la città possa riappropriarsi delle radici che le appartengono. Si tratta di un Fondo eterogeneo che serve a descrivere il profilo particolare di un personaggio in grado di raccontarsi e di raccontare Sassari».
Secondo Castia, Enrico Costa ha preparato la narrazione di sé stesso proprio per i posteri, volontà che nasce dall’esigenza di lasciare traccia della sua infanzia personale difficile vissuta in estrema povertà. Prima dell’intervento conclusivo di Giuseppe Zichi, ricercatore dell’Uniss che ha analizzato il contesto storico e culturale nel quale Costa operò e visse, è intervenuta Carla Merella. La responsabile dell’Archivio storico comunale ha testimoniato come, ancora oggi, le tracce dell’attività di Enrico Costa come archivista rappresentino spesso un punto di partenza importante per gli addetti ai lavori che svolgono ricerche nell’archivio comunale.
Simone Giuliani
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