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Le vaccinazioni si spostano al “Segni”

Le vaccinazioni si spostano al “Segni”

Troppo costoso tenere aperto l’hub di San Nicola. Novavax, nessuna corsa

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OZIERI. La seduta vaccinale di lunedì pomeriggio è stata l’ultima nell’hub vaccinale di San Nicola, dove anche grazie all’alto numero di persone già vaccinate sembra al momento non pratico tenere in piedi un centro così grande e dispendioso. Spese e energetiche e di gestione, risorse umane e fisiche “spostate”, operazioni di manutenzione e pulizia hanno avuto altissimi costi negli ultimi due anni, pertanto da ora in poi le vaccinazioni si terranno nel Poliambulatorio dell’ospedale Segni.

Nel distretto di Ozieri, poi, si è notata una totale indifferenza all’arrivo del vaccino Novavax da parte degli irriducibili che non hanno alcuna intenzione di farsi vaccinare, pertanto si continuerà a gestire le prenotazioni per le seconde e terze dosi nonché per le vaccinazioni pediatriche nel nosocomio senza eccessivo peso sulla struttura.

La chiusura dell’hub di San Nicola è stata annunciata già la scorsa settimana, ma è stata ufficializzata ieri da una nota del presidente della commissione comunale Covid19 di Ozieri, ente capofila e sede dell’hub, Davide Giordano, che nell’occasione ha espresso «un enorme ringraziamento a tutti gli operatori sanitari, ai medici e agli infermieri in servizio e a quelli in pensione, a tutto il personale tecnico e amministrativo, ai numerosi volontari che ogni giorno, per due anni, hanno presenziato senza tregua nel loro servizio e che si sono prodigati per la buona riuscita di questa campagna vaccinale, a periodi complessa. Senza l’impegno di tutti non avremo mai ottenuto dei risultati così importanti e soprattutto la dimostrazione che uniti, si possono affrontare grandi sfide».

In due anni l’hub vaccinale di San Nicola ha funzionato grazie a una stretta collaborazione tra Comune, Ats, Protezione civile di Ozieri, Mores e Tula e Compagnia barracellare di Ozieri e ha fatto registrare numeri importanti «grazie alla perfetta organizzazione – ha detto ancora Giordano –, che è stata la dimostrazione che la nostra città si è rivelata per l’ennesima volta baricentrica per la tutela della salute del centro-nord della Sardegna, garantendo un servizio sanitario adeguato per affrontare la pandemia». «Personalmente per me è stata un’esperienza di vita – ha concluso –, perché in questi anni il lavoro nel centro vaccinale ha arricchito le persone dal punto di vista umano e professionale, nonostante sia stato e sia un capitolo drammatico della nostra storia che però ha messo in luce il valore della solidarietà e la forza del lavoro comune». (b.m.)

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