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cronaca

Chimica verde, tocca a Solinas

Due mozioni in consiglio regionale chiedono la convocazione della cabina di regia entro 20 giorni


19 marzo 2022 di Giovanni Bua


SASSARI. La vertenza sulla Chimica Verde, partita dai picchetti ai cancelli a Porto Torres, arrivata a Cagliari sotto i palazzi della Regione, rilanciata dagli Stati Generali di lunedì che hanno coinvolto amministratori, forze sociali, produttive e sindacali di tutta la Provincia, “cementata” da un ordine del giorno in via di approvazione in tutti i Comuni del Nord (giovedì è stato il turno di Sassari) arriva ora dove tutto deve iniziare a risolversi. Impacchettata dentro due mozioni fotocopia presentate da Centrosinistra e M5s (primo firmatario Gianfranco Ganau) e dal centrodestra (primo firmatario Antonello Peru).

Due mozioni che al governatore Solinas chiedono un impegno ben preciso: «Attivare nell’immediato (il centrodestra fissa il termine di 20 giorni) la “cabina di regia”, secondo quanto previsto dal Protocollo di chimica verde e di inviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, una nota allo scopo di determinare la convocazione delle parti presso la stessa presidenza, al fine di porre in campo tutte le azioni indispensabili per avviare un dialogo costruttivo tra le parti per la definizione di un piano industriale attraverso un accordo di programma quadro sulla green chemistry e sui percorsi di sostenibilità».

Impegni che il presidente aveva in realtà già preso il 3 marzo a Cagliari con i sindacati, ma che un passaggio unanime nell’aula del consiglio regionale non potrà che rendere definitivi.

Per il resto le mozioni nella sostanza fanno propri i contenuti dell’ordine del giorno firmato e approvato lunedì scorso al teatro comunale di Sassari. Ricordando i passaggi che hanno portato alla scelta di convocare la cabina di regia.

Si parte dal protocollo d’intesa firmato nel 2011 e ancora attuato solo parzialmente, ribadendo che: «Oggi, ancor più di allora, il sito industriale di Porto Torres ha tutte le caratteristiche per sviluppare e chiudere la filiera della Chimica Verde e di svolgere un ruolo di primissimo piano nei mercati delle materie bio degradabili ed eco compatibili». Si ricorda poi l’importanza delle opportunità legate ai finanziamenti del Pnrr e per le quali il sito industriale di Porto Torres rappresenta il luogo ideale. «Nei giorni scorsi – spiega Peru – ho fatto alcuni esempi come quello di un progetto da 500 milioni sul trattamento dei rifiuti, presentato da Eni per uno stabilimento di Mantova e che invece avrebbe potuto essere allocato a Porto Torres». Ma si segnala anche la necessità di bloccare l’importazione delle materie prime per alimentare la centrale a biomasse, utilizzando sistemi di coltivazioni in serre cosiddette aeroponiche industriali che, senza il consumo del suolo e senza incidere sull’agricoltura tradizionale, hanno una resa oltre 50 volte superiore a quelle tradizionali. «Quello che appare evidente – conclude Peru – è che bisogna accelerare i tempi per la convocazione della cabina di regia e per arrivare alla firma di un nuovo accordo di programma quadro sulla chimica verde che rilanci e potenzi un progetto strategico per Porto Torres, per il Nord Ovest e per tutta la Sardegna».

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