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«Basta con il precariato via libera ai concorsi»

Nuovo sollecito delle organizzazioni sindacali all’assessore regionale Nieddu L’Arnas Brotzu e l’Aou di Cagliari già autorizzate a coprire i posti mancanti


08 giugno 2022 di Gianni Bazzoni


SASSARI. Le aziende sanitarie del sud Sardegna (l’Arnas Brotzu e l’Aou di Cagliari) sono autorizzate a bandire concorsi per la copertura di posti a tempo pieno e indeterminato. Al nord - nel sassarese - invece nulla si muove, tanto che l’incidenza sulle percentuali tra dipendenti a tempo intererminato e con contratti precari è di gran lunga superiore: l’Aou di Sassari ha in carico 245 rapporti di lavoro interinali di cui 179 Oss e 66 infermieri; tra Aou e Asl di Sassari, invece, i rapporti di lavoro a tempo determinato superano abbondantemente le 500 unità.

La nuova denuncia arriva dal fronte sindacale - la Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl - e fa seguito alla chiesta avanzata da tempo per lo svolgimento di concorsi, selezioni e stabilizzazioni. I rappresentanti sindacali hanno inviato l’ennesimo sollecito all’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu per chiedere un interventi immediato che consenta il superamento del precariato occupazionale nel sistema sanitario del Sassarese.

Il fenomeno si è sviluppato ulteriormente a causa dell’aumento dei bisogni di salute legati all’emergenza Covid con le direzioni strategiche che sono dovute ricorrere a una modalità di reclutamento straordinario di personale precario e flessibile. «Abbiamo rappresentato a vari livelli (politico e amministrativo) l’esigenza di modificare la Dgr del 2010 (Dotazione minima di personale) – hanno evidenziato i segretari territoriali nella nota inviata all’assessore Nieddu – poiché detti requisiti, rapportati alle attuali caratteristiche assistenziali, non garantiscono il regolare funzionamento dei servizi ospedalieri e territoriali».

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno evidenziato come «alcuni giorni fa l’Arnas Brotzu e l’Aou di Cagliari, hanno bandito un concorso “unificato” a tempo pieno e indeterminato, rivolto a una serie di categorie professionali del ruolo tecnico, socio sanitario e amministrativo. Fin qui nulla di strano, anzi bene hanno fatto le aziende a operare in tal modo: tuttavia non possiamo non sottolineare, e per certi versi contestare, la discriminante continua a danno del nord Sardegna, dove il precariato contrattuale ha assunto livelli inaccettabili, proprio a causa della totale assenza di opportunità occupazionale attraverso le procedure concorsuali».

I sindacati ritengono «poco utile e dispendioso, dal punto di vista economico, mantenere e incrementare il personale precario. Considerato che questi colleghi sono assolutamente indispensabili, la strada da percorrere è quella della stabilizzazione occupazionale, con le normali procedure di legge che permetterebbe di non disperdere le professionalità e determinerebbe, nel contempo, la salvaguardia del diritto di pari opportunità contrattuali e di carriera per i lavoratori precari».

Cgil, Cisl è Uil della Funzione pubblica di Sassari chiedono e pretendono dall’assessore regionale alla Sanità e dalle Direzioni strategiche di Asl e Aou «interventi immediati che determinino, anche nel nostro territorio, la possibilità per i tanti (troppi) precari di una stabilità occupazionale. Tutto questo deve avvenire attraverso l’utilizzo di misure di reclutamento ordinarie, finalizzate a sanare tutta quella serie di rapporti di lavoro, che così come avviene per le aziende del sud Sardegna, permettano anche ai lavoratori del nostro territorio, di veder riconosciuta la continuità occupazionale, con il ricorso alle procedure di stabilizzazione, selezione e/o concorso».

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