alghero
La donna morta a teatro, ad aprile la sentenza per i 2 imputati
SASSARI. È stata rinviata ad aprile la sentenza del processo che si sta celebrando davanti al giudice Elena Meloni per la morte di Raimonda Asole Marcialis, la donna di 45 anni deceduta dopo esser...
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SASSARI. È stata rinviata ad aprile la sentenza del processo che si sta celebrando davanti al giudice Elena Meloni per la morte di Raimonda Asole Marcialis, la donna di 45 anni deceduta dopo esser caduta nelle scale del teatro Civico di Alghero, a giugno del 2017.
Per quella tragedia il pubblico ministero Enrica Angioni ha già chiesto la condanna a otto mesi di reclusione nei confronti del direttore della Fondazione Alghero, Paolo Sirena (difeso dall’avvocato Elias Vacca) e del tecnico di palcoscenico a cui la stessa Fondazione aveva affidato il servizio antincendio e di emergenza del teatro, Antonio Luciano Sisto (assistito dal legale Ivan Golme). Nella loro posizione di garanzia, secondo la Procura, non avrebbero sostanzialmente osservato alcune cautele che avrebbero potuto evitare la tragedia.
Per i difensori, invece, gli imputati non avrebbero alcuna responsabilità per quell’incidente, considerato che i loro compiti e le loro competenze nulla avevano a che fare con le carenze strutturali dell’edificio. Il marito della vittima aveva deciso di non costituirsi parte civile.
Per quella tragedia il pubblico ministero Enrica Angioni ha già chiesto la condanna a otto mesi di reclusione nei confronti del direttore della Fondazione Alghero, Paolo Sirena (difeso dall’avvocato Elias Vacca) e del tecnico di palcoscenico a cui la stessa Fondazione aveva affidato il servizio antincendio e di emergenza del teatro, Antonio Luciano Sisto (assistito dal legale Ivan Golme). Nella loro posizione di garanzia, secondo la Procura, non avrebbero sostanzialmente osservato alcune cautele che avrebbero potuto evitare la tragedia.
Per i difensori, invece, gli imputati non avrebbero alcuna responsabilità per quell’incidente, considerato che i loro compiti e le loro competenze nulla avevano a che fare con le carenze strutturali dell’edificio. Il marito della vittima aveva deciso di non costituirsi parte civile.
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