Sassari, cinque generazioni con il fiocco rosa
Paoletta Farina
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Da sinitra, Caterina Sanna, Maria Delinzas, Alice Doro con la piccola Greta Manzoni e Oletta UsaiFesta in una famiglia di Li Punti: la trisavola Maria ha già compiuto 92 anni e Greta, l’ultima arrivata, ha solo otto mesi
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SASSARI. Due date: 1930 - 2021. Un lungo arco di tempo che ha visto la nascita di cinque generazioni di donne, tutte viventi. È un record quello raggiunto da una famiglia sassarese. L’ultimo fiocco rosa, nel mezzo di due secoli, ha il nome di Greta Manzoni, figlia di Alice Doro, social media marketing, che si era imposta di avere il suo primo bebè a 30 anni e allo scoccare di quella età ha raggiunto il traguardo. Diventando, nonostante la giovanissima età, la primipara più longeva tra le sue “antenate”. Donne belle, forti come una roccia e così unite da essere un esempio.
Ad essere una mamma “ragazzina”, infatti, ha cominciato Maria Delinzas, originaria di Ossi, la trisavola di 92 anni portati con grinta che a 22 diede alla luce Caterina Sanna, ora settantenne. Lei, invece, era appena ventunenne quando ebbe la gioia di abbracciare la figlia Oletta Usai, alla quale volle dare quell’originale nome di origine latina. E Oletta, a sua volta, è stata ancora più veloce a diventare madre. Quando è nata Alice, aveva solo 19 anni, trenta in meno degli attuali. C’è poi una coincidenza che accomuna Caterina Sanna e la figlia: entrambe hanno avuto la loro prima nipotina a 49 anni.
Trisnonna, bisnonna, nonna e mamma hanno conosciuto nella loro vita gioie e dolori, compreso il duro lavoro nelle campagne della “matriarca”, la vedovanza, anche qualche malattia, conservando però un punto fermo: il legame stretto tra loro che nemmeno il trasferimento per lavoro di Alice a Olbia, ha mai allentato. Appena possono, e avviene spessissimo, si ritrovano tutte insieme nelle loro case a Li Punti.
Oletta Usai, che nella popolosa borgata ha un salone da parrucchiera, è la portavoce del gruppo rosa da primato. «Tutte noi abbiamo creduto nell’importanza della famiglia – racconta – e ci crediamo ancora. Ciascuna di noi ne ha creato una da giovanissime e non ci siamo pentite. Ora si arriva al matrimonio a un’età maggiore, è vero, ma sono anche altri tempi. Adesso le donne, giustamente, pensano ad assicurarsi un lavoro e l’indipendenza economica prima di compiere un passo così importante. Viviamo in un’epoca in cui due stipendi in una coppia stanno diventando indispensabili e così viene rimandato il tempo della maternità. Avere un bambino non è più una priorità come un tempo e non posso certo criticare le scelte dei giovani che stanno vivendo situazioni forse più difficili di quelle che abbiamo vissuto noi in gioventù».
Aver così pochi anni di differenza d’età tra loro, ha ingenerato e ancora ingenera confusione tra gli estranei alla loro cerchia. «Nei negozi c’era chi scambiava la nonna per la mamma, a scuola gli insegnanti, durante i colloqui, non capivano se avevano a che fare con la madre o la sorella della loro alunna», ride al ricordo Oletta.
E gli uomini della famiglia cosa dicono del clan femminile interno? «Sono orgogliosi e felici – assicura la donna –, insomma, non si sentono in minoranza, se dobbiamo specificare, né sopraffatti dalla “forza” femminile familiare». E adesso stanno rivolgendo tutte le loro attenzioni alla piccola Greta, diventata la reginetta da coccolare.
Ad essere una mamma “ragazzina”, infatti, ha cominciato Maria Delinzas, originaria di Ossi, la trisavola di 92 anni portati con grinta che a 22 diede alla luce Caterina Sanna, ora settantenne. Lei, invece, era appena ventunenne quando ebbe la gioia di abbracciare la figlia Oletta Usai, alla quale volle dare quell’originale nome di origine latina. E Oletta, a sua volta, è stata ancora più veloce a diventare madre. Quando è nata Alice, aveva solo 19 anni, trenta in meno degli attuali. C’è poi una coincidenza che accomuna Caterina Sanna e la figlia: entrambe hanno avuto la loro prima nipotina a 49 anni.
Trisnonna, bisnonna, nonna e mamma hanno conosciuto nella loro vita gioie e dolori, compreso il duro lavoro nelle campagne della “matriarca”, la vedovanza, anche qualche malattia, conservando però un punto fermo: il legame stretto tra loro che nemmeno il trasferimento per lavoro di Alice a Olbia, ha mai allentato. Appena possono, e avviene spessissimo, si ritrovano tutte insieme nelle loro case a Li Punti.
Oletta Usai, che nella popolosa borgata ha un salone da parrucchiera, è la portavoce del gruppo rosa da primato. «Tutte noi abbiamo creduto nell’importanza della famiglia – racconta – e ci crediamo ancora. Ciascuna di noi ne ha creato una da giovanissime e non ci siamo pentite. Ora si arriva al matrimonio a un’età maggiore, è vero, ma sono anche altri tempi. Adesso le donne, giustamente, pensano ad assicurarsi un lavoro e l’indipendenza economica prima di compiere un passo così importante. Viviamo in un’epoca in cui due stipendi in una coppia stanno diventando indispensabili e così viene rimandato il tempo della maternità. Avere un bambino non è più una priorità come un tempo e non posso certo criticare le scelte dei giovani che stanno vivendo situazioni forse più difficili di quelle che abbiamo vissuto noi in gioventù».
Aver così pochi anni di differenza d’età tra loro, ha ingenerato e ancora ingenera confusione tra gli estranei alla loro cerchia. «Nei negozi c’era chi scambiava la nonna per la mamma, a scuola gli insegnanti, durante i colloqui, non capivano se avevano a che fare con la madre o la sorella della loro alunna», ride al ricordo Oletta.
E gli uomini della famiglia cosa dicono del clan femminile interno? «Sono orgogliosi e felici – assicura la donna –, insomma, non si sentono in minoranza, se dobbiamo specificare, né sopraffatti dalla “forza” femminile familiare». E adesso stanno rivolgendo tutte le loro attenzioni alla piccola Greta, diventata la reginetta da coccolare.
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