Sassari: reparti Covid pieni, ma per altre patologie
Tanti pazienti positivi, Malattie infettive e Marino soldout. Però stavolta non è il virus a rendere necessari i ricoveri
SASSARI. A un giorno dal "liberi tutti", la situazione nell'Aou di Sassari è la seguente: 125 operatori sanitari positivi, moltissimi accessi di pazienti positivi, curva dei contagi in crescita, i reparti Covid pieni, soldout sia Malattie infettive che l'Ospedale Marino di Alghero. L'unica sezione che non presenta alcuna criticità è quella di Terapia intensiva, stabile da settimane con 10 posti letto occupati su 15. A giudicare dai numeri sembrerebbe quasi un controsenso eliminare le restrizioni, ma in verità è proprio lo scenario pandemico ad essere cambiato. E i tempi sembrano sufficientemente maturi per il primo test di normalità.«Chi viene ricoverato all'interno dei reparti Covid - spiega Franco Bandiera, direttore sanitario dell'Aou - a questo giro ci finisce non a causa dei deficit respiratori legati alle complicanze del virus. Le polmoniti interstiziali bilaterali sono davvero rarissime. La stragrande maggioranza dei pazienti sono persone che arrivano in ospedale con delle patologie, magari con un quadro clinico già complesso, e al tampone in ingresso o allo screening prima di un intervento chirurgico risultano positivi. A quel punto diventano pazienti Covid, ma la loro intensità non è più dettata dal Covid come nelle prime due ondate, ma è la sua patologia a determinare la gravità e il ricovero».
La sanità è chiamata ad uno sforzo di adattamento alla nuova situazione: «Ogni reparto deve essere in grado di allestire spazi di isolamento. Esempio: un paziente neurochirurgico non può essere gestito all'interno di Malattie infettive o al Marino di Alghero. Così come un paziente di Cardiochirurgia. Ognuno di quei reparti dovrà essere in grado di ritagliare una stanza adibita ai propri pazienti Covid». In questa quarta ondata, caratterizzata da un elevato tasso di contagi ma da una ridotta patogenicità delle vie respiratorie, il vero problema dell'Aou di Sassari resta l'eccessivo flusso di ricoveri Covid verso l'Hub: «Gli ospedali del territorio in questa fase si sono ripuliti, hanno chiuso i reparti allestiti durante la pandemia, e dunque i pazienti contagiati vengono dirottati sistematicamente su Sassari. Questo diventa un pesante aggravio sulla nostra attività e complica notevolmente la gestione di questa quarta ondata».
Quanto all'inevitabile abbassamento della guardia innescato dal decadimento delle restrizioni, si tratta di un fenomeno pericoloso: «Non bisogna illuderci: il virus non è affatto spento. È giusto provare a conviverci in un clima di normalità. Ma chi è una persona fragile, con un sistema immunitario debilitato e quindi potenzialmente a rischio, non deve assolutamente abbandonare le buone abitudini a tutela della propria salute. È meglio che continui ad utilizzare la mascherina nei luoghi al chiuso o affollati, che mantenga un adeguato distanziamento sociale, e che igienizzi spesso le mani o il proprio ambiente di lavoro. La campagna di vaccinazione è stata fondamentale per arginare l'aggressività del Covid, e con il dilagare dell'Omicron 2 si sta ormai arrivando a una naturale immunizzazione di massa. Prevedere cosa accadrà nel futuro è impossibile, o come saranno le eventuali altre varianti. Sicuramente con il giusto buon senso e con le dovute precauzioni si può e bisogna cercare un'altra normalità».
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