Falso pecorino crotonese prodotto a Thiesi: 2 imprenditori a giudizio
Imputati il titolare di un caseificio e l'amministratrice di un'azienda. Il pregiato formaggio sarebbe stato prodotto nel Meilogu e venduto in Canada
THIESI. Ha raccontato in aula i dettagli di quell'operazione che nel 2018 fece finire sotto inchiesta i due imprenditori di Thiesi Paolo Mannoni, di 71 anni, titolare di un noto caseificio e la sua compaesana Paola Contini, 68 anni, all'epoca amministratrice della Sargra Srl, un'azienda di Thiesi che si occupa della commercializzazione del formaggio, compreso quello finito sotto la lente d'ingrandimento della Procura. Davanti al giudice Elena Meloni un maresciallo dei carabinieri del Nas ha spiegato come venne avviata l'indagine in seguito alla denuncia presentata dal presidente del Consorzio del pecorino crotonese. Che di "crotonese", però, avrebbe avuto in realtà solo il nome, stampato su etichette con dati non veritieri, secondo la Procura. Ma il luogo di produzione del formaggio - che a tonnellate prendeva il volo verso il Canada - non sarebbe stato la Calabria, bensì uno stabilimento caseario di Thiesi. Mannoni e Contini sono stati rinviati a giudizio con la contestazione del reato previsto dall'articolo 517 bis del codice penale: vendita di prodotti industriali con segni mendaci, aggravata. Una frode che secondo la Procura di Sassari sarebbe andata avanti per anni e che solo nel 2018 avrebbe fruttato circa 80mila euro.
Dalle indagini sarebbe emerso che dalla Sardegna verso il Nord America sarebbero partite centinaia di forme di comune formaggio ovino etichettato e poi venduto come "Pecorino Crotonese Dop". I carabinieri del Nas, al comando del luogotenente Gavino Soggia, per mesi avevano seguito le strade che il finto pecorino prendeva una volta uscito dagli stabilimenti della provincia di Sassari. Il pecorino Crotonese Dop è un formaggio pregiato e molto apprezzato all'estero e dal 2014 ha ottenuto il riconoscimento del marchio "di origine protetta" per la tutela della produzione. Nel corso del blitz eseguito nel caseificio di Thiesi i carabinieri - come ha confermato ieri il maresciallo - avevano rinvenuto diverse bobine di etichette con i dati commerciali fraudolenti riferiti al pecorino crotonese, formaggio che può essere prodotto solamente nelle province di Crotone, Cosenza e Catanzaro. Secondo il disciplinare il latte utilizzato per produrlo può essere anche inoculato di fermenti lattici autoctoni, può subire termizzazione o pastorizzazione prima di essere fatto coagulare con caglio di capretto. Di certo non può essere prodotto in Sardegna, con latte ovino proveniente da allevamenti dell'isola come avrebbero fatto - secondo il Nas - i due imprenditori thiesini finiti a processo.Nella prossima udienza di novembre gli imputati si sottoporranno a esame.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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