Sassari, via libera alle Zone F4. Campus: «Si riparte»
di Giovanni Bua
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Il sindaco Nanni CampusL’assessore Lucchi: finalmente un modello di sviluppo su cui costruire il futuro
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SASSARI. Via libera a maggioranza (20 voti con 5 contrari e 1 astenuto) all’approvazione preliminare della variante sulle zone F4, le aree di sviluppo turistico. La «rivoluzione» annunciata dall’assessore Nicola Lucchi, che per primo ha preso la parola, citando Dante e “giocando” con il ritrovamento di «un vecchio manoscritto» che altro non erano che le linee programmatiche del sindaco Campus. «Sassari ha vissuto, male, senza un modello di sviluppo di questo territorio. Questa variante segnerà l’identità politica di ognuno di noi, tra chi voterà a favore della crescita di questo territorio e chi non lo farà. E segue un percorso, coerente e coraggioso, chiaramente indicato dal primo giorno di mandato. Oggi mettiamo in campo regole in un contesto tra i più belli al mondo che però intercetta solo l'1,75% dei flussi turistici nel nord ovest, e che ha 2400 posti letto. Li porteremo a 9mila potenziali, sperando di innescare tutte le azioni indispensabili a tutti i livelli per trasformare le nostre borgate e il nostro territorio nelle capitali del turismo lento ed esperienzale, legato alle risorse culturali, ambientali, la nostra vera vocazione. E di ridare a Sassari il ruolo di guida di un sistema complesso e ricchissimo, che è quello che le compete. Sento tante parole, ma questa variante è l’unico atto concreto».
«La modalità sperimentale che ci è stata presentata – ha detto il sindaco Nanni Campus – si è risolta in un assortimento di oscenità e di insulti ambientali e urbanistici, con una programmazione affidata ai proprietari terrieri e imprenditori più o meno credibili. Che logica poteva seguire? Quella personale o quella collettiva? E alla fine le proposte che abbiamo ereditato si sono rivelate, tutte, vere e proprie aggressioni alle aree più prestigiose e tutelate della nostra fascia costiera. Irrealizzabile e irricevibile. Noi oggi torniamo con i piedi per terra, ma non agli anni ’80 come qualcuno ha voluto dire, ma alla proceduta usata in tutta la Sardegna, in Italia meno che, prima del nostro intervento, a Sassari. Preso atto del disastro abbiamo chiesto al settore e a tutto lo staff, che ha fatto un eccezionale lavoro sotto eccezionale pressione, di sviluppare una proposta che non fosse una semplice zonizzazione ma avesse un idea di sviluppo, coerente con i canoni normativi e con gli impegni materiali e morali di salvaguardia dell’ambiente. Noi abbiamo la coscienza apposto, e abbiamo seguito un percorso trasparente e coerente. Non siamo noi che abbiamo usato i pennarelli, noi abbiamo seguito quello che è tracciato nel Puc. Noi siamo pronti a un confronto libero e aperto, se però qualcuno pensa di buttarla in rissa siamo pronti».
Rissa che in realtà non si è mai innescata, con un dibattito che aveva chiaramente già “scaricato” le scorie in mesi di confronti e in tre tesissime commissioni.
La variante approvata ieri prevede 27mila metri cubi di volumetrie a Porto Ferro, con parcheggio, parco urbano e zona residenziale a Villa Assunta. E ancora 118mila metri cubi possibili tra l'Argentiera, esclusivamente alberghiera, e un mix tra alberghiero e residenziale a Palmadula e Porto Palmas (sette le zone turistiche individuate).
E infine ancora residenziale e alberghiero a Biancareddu-Rena Majore (5 zone 103mila mc), alla Pedraia (3 zone 15mila mc). E le due maxi operazioni a Platamona (3 zone turistiche 109mila metri cubi, esclusivamente alberghiera) e a Fiume Santo, con 161mila metri cubi di alberghi realizzabili in un'unica area nell'ex zona industriale di proprietà di Fiume Santo spa.
Ora si apre la fase della copianificazione e della valutazione d’impatto ambientale e si apre alla presentazione delle osservazioni. Dopo si dovrà tornare in aula per l’approvazione definitiva e la variante andrà spedita in Regione per la valutazione finale di coerenza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«La modalità sperimentale che ci è stata presentata – ha detto il sindaco Nanni Campus – si è risolta in un assortimento di oscenità e di insulti ambientali e urbanistici, con una programmazione affidata ai proprietari terrieri e imprenditori più o meno credibili. Che logica poteva seguire? Quella personale o quella collettiva? E alla fine le proposte che abbiamo ereditato si sono rivelate, tutte, vere e proprie aggressioni alle aree più prestigiose e tutelate della nostra fascia costiera. Irrealizzabile e irricevibile. Noi oggi torniamo con i piedi per terra, ma non agli anni ’80 come qualcuno ha voluto dire, ma alla proceduta usata in tutta la Sardegna, in Italia meno che, prima del nostro intervento, a Sassari. Preso atto del disastro abbiamo chiesto al settore e a tutto lo staff, che ha fatto un eccezionale lavoro sotto eccezionale pressione, di sviluppare una proposta che non fosse una semplice zonizzazione ma avesse un idea di sviluppo, coerente con i canoni normativi e con gli impegni materiali e morali di salvaguardia dell’ambiente. Noi abbiamo la coscienza apposto, e abbiamo seguito un percorso trasparente e coerente. Non siamo noi che abbiamo usato i pennarelli, noi abbiamo seguito quello che è tracciato nel Puc. Noi siamo pronti a un confronto libero e aperto, se però qualcuno pensa di buttarla in rissa siamo pronti».
Rissa che in realtà non si è mai innescata, con un dibattito che aveva chiaramente già “scaricato” le scorie in mesi di confronti e in tre tesissime commissioni.
La variante approvata ieri prevede 27mila metri cubi di volumetrie a Porto Ferro, con parcheggio, parco urbano e zona residenziale a Villa Assunta. E ancora 118mila metri cubi possibili tra l'Argentiera, esclusivamente alberghiera, e un mix tra alberghiero e residenziale a Palmadula e Porto Palmas (sette le zone turistiche individuate).
E infine ancora residenziale e alberghiero a Biancareddu-Rena Majore (5 zone 103mila mc), alla Pedraia (3 zone 15mila mc). E le due maxi operazioni a Platamona (3 zone turistiche 109mila metri cubi, esclusivamente alberghiera) e a Fiume Santo, con 161mila metri cubi di alberghi realizzabili in un'unica area nell'ex zona industriale di proprietà di Fiume Santo spa.
Ora si apre la fase della copianificazione e della valutazione d’impatto ambientale e si apre alla presentazione delle osservazioni. Dopo si dovrà tornare in aula per l’approvazione definitiva e la variante andrà spedita in Regione per la valutazione finale di coerenza.
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