Platamona: la corsia unica che ancora divide
di Salvatore Santoni
Il Comune di Sorso resta fermo sull’idea di trasformare la litoranea in una “slow road” a basso impatto
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SASSARI. Trasformarla in una “slow road”, una strada lenta, costellata di stalli per la sosta, rotatorie e punti ristoro. È questo il futuro che il Comune di Sorso vuole per la litoranea di Platamona. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Fabrizio Demelas, nel rispondere alle osservazioni della Regione sulla variante al piano di utilizzo dei litorali (Pul), difende la scelta di due anni fa sostenendo una linea ben precisa: il declassamento della Sp 81 serve a mitigare gli impatti negativi sulla Zsc dello stagno e ginepreto di Platamona.
Le osservazioni. Nei mesi scorsi la Regione ha chiesto al Comune di Sorso una relazione per srotolare una serie di integrazioni alla valutazione di incidenza ambientale. E quindi per valutare la consistenza attuale dei posti auto sulla fascia costiera – sono 1.754 – e le eventuali interferenze tra il progetto di variante del Pul e gli habitat della Zsc dello stagno e ginepreto di Platamona. Questo per effettuare una stima degli effetti delle modifiche proposte dal Comune sugli ecosistemi circostanti.
Le integrazioni. La “ciccia” del documento integrativo di risposta, inviato dal Comune alla Regione, serve a blindare soprattutto – ma parla anche d’altro – la questione dei nuovi parcheggi e, a cascata, della trasformazione della litoranea a senso unico per effetto della cancellazione di una delle due corsie di marcia.
Senso unico. La traiettoria disegnata dal Comune nelle interlocuzioni con Cagliari è ben definita. L’amministrazione sorsense, infatti, sta difendendo l’idea originaria di declassare la strada litoranea, istituire il senso unico e convertire una delle due corsie a parcheggi e aree disponibili per chioschi e punti ristoro. Basta leggere la parte delle osservazioni sulla mitigazione degli impatti nel perimetro della Rete natura 2000. Gli interventi proposti dal Comune sono sei.
Slow road. Tra i più sostanziali c’è proprio quello sulla Sp 81, che il Comune intende “rallentare”. «Obiettivo di tale intervento – si legge nella relazione integrativa del Comune – è quello di ridurre la mole di traffico e il passaggio di veicoli ad alta velocità, con grande beneficio per i fruitori del litorale, per coloro che praticano attività nella parallela pista ciclopedonale e per la fauna selvatica, soprattutto nelle ore notturne». Secondo i tecnici incaricati dal Comune, infatti, il traffico veicolare «costituisce un indubbio disturbo dell’etologia della fauna, manifestandosi oltre che come rumore e vibrazioni, anche come disturbo luminoso notturno». E ancora: «Il continuo passaggio delle auto inoltre mette a rischio la fauna esponendola ad investimenti durante l’attraversamento». La mitigazione, inoltre, sarà assicurata dall’eliminazione dei camminamenti incontrollati sulle dune. Come? Costruendo una serie di percorsi obbligati su passerelle in legno sopraelevate e circoscrivendo le aree non consentite al transito delle persone.
Aree degradate. Oltre la quota di parcheggi previsti lungo una delle attuali corsie della litoranea, il progetto di variante al Pul prevede di destinare a parcheggi alcune aree già antropizzate ai bordi della litoranea. Inoltre, sono previsti due “progetti norma” per recuperare stalli anche in un’area abbandonata al terzo pettine, all’ex lido della Polizia al secondo e nell’ex compendio della Pinetina, vicino alla settima discesa a mare. Anche l’area archeologica di Santa Filitica, dove sorge l’antica villa romana, verrà riqualificata con un parcheggio da 9 posti auto. Di fronte, sulla spiaggia, il Comune ha inoltre previsto una concessione balneare da 500 metri quadri «al fine di avere anche un presidio dell’area attualmente abbandonata».
Le bretelle. Che fare, dunque? «Tali disturbi – scrivono ancora i tecnici – sarebbero riducibili deviando, come proposto nella variante, il traffico dalla Sp81 alla Sp48 in un’area interna già urbanizzata e antropizzata ed esterna alla Zsc». Anche in questo caso la linea del Comune è quella originaria: utilizzare alcuni raccordi, sfruttando strade già esistenti, a ovest del villaggio Arboriamar e in località Eden beach, per collegare la litoranea di Platamona con la statale 200.
Le osservazioni. Nei mesi scorsi la Regione ha chiesto al Comune di Sorso una relazione per srotolare una serie di integrazioni alla valutazione di incidenza ambientale. E quindi per valutare la consistenza attuale dei posti auto sulla fascia costiera – sono 1.754 – e le eventuali interferenze tra il progetto di variante del Pul e gli habitat della Zsc dello stagno e ginepreto di Platamona. Questo per effettuare una stima degli effetti delle modifiche proposte dal Comune sugli ecosistemi circostanti.
Le integrazioni. La “ciccia” del documento integrativo di risposta, inviato dal Comune alla Regione, serve a blindare soprattutto – ma parla anche d’altro – la questione dei nuovi parcheggi e, a cascata, della trasformazione della litoranea a senso unico per effetto della cancellazione di una delle due corsie di marcia.
Senso unico. La traiettoria disegnata dal Comune nelle interlocuzioni con Cagliari è ben definita. L’amministrazione sorsense, infatti, sta difendendo l’idea originaria di declassare la strada litoranea, istituire il senso unico e convertire una delle due corsie a parcheggi e aree disponibili per chioschi e punti ristoro. Basta leggere la parte delle osservazioni sulla mitigazione degli impatti nel perimetro della Rete natura 2000. Gli interventi proposti dal Comune sono sei.
Slow road. Tra i più sostanziali c’è proprio quello sulla Sp 81, che il Comune intende “rallentare”. «Obiettivo di tale intervento – si legge nella relazione integrativa del Comune – è quello di ridurre la mole di traffico e il passaggio di veicoli ad alta velocità, con grande beneficio per i fruitori del litorale, per coloro che praticano attività nella parallela pista ciclopedonale e per la fauna selvatica, soprattutto nelle ore notturne». Secondo i tecnici incaricati dal Comune, infatti, il traffico veicolare «costituisce un indubbio disturbo dell’etologia della fauna, manifestandosi oltre che come rumore e vibrazioni, anche come disturbo luminoso notturno». E ancora: «Il continuo passaggio delle auto inoltre mette a rischio la fauna esponendola ad investimenti durante l’attraversamento». La mitigazione, inoltre, sarà assicurata dall’eliminazione dei camminamenti incontrollati sulle dune. Come? Costruendo una serie di percorsi obbligati su passerelle in legno sopraelevate e circoscrivendo le aree non consentite al transito delle persone.
Aree degradate. Oltre la quota di parcheggi previsti lungo una delle attuali corsie della litoranea, il progetto di variante al Pul prevede di destinare a parcheggi alcune aree già antropizzate ai bordi della litoranea. Inoltre, sono previsti due “progetti norma” per recuperare stalli anche in un’area abbandonata al terzo pettine, all’ex lido della Polizia al secondo e nell’ex compendio della Pinetina, vicino alla settima discesa a mare. Anche l’area archeologica di Santa Filitica, dove sorge l’antica villa romana, verrà riqualificata con un parcheggio da 9 posti auto. Di fronte, sulla spiaggia, il Comune ha inoltre previsto una concessione balneare da 500 metri quadri «al fine di avere anche un presidio dell’area attualmente abbandonata».
Le bretelle. Che fare, dunque? «Tali disturbi – scrivono ancora i tecnici – sarebbero riducibili deviando, come proposto nella variante, il traffico dalla Sp81 alla Sp48 in un’area interna già urbanizzata e antropizzata ed esterna alla Zsc». Anche in questo caso la linea del Comune è quella originaria: utilizzare alcuni raccordi, sfruttando strade già esistenti, a ovest del villaggio Arboriamar e in località Eden beach, per collegare la litoranea di Platamona con la statale 200.
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