Il re della pietra conquista Porto Cervo
Salvatore Santoni
Lo scultore di Sorso Giuseppe Sanna arriva alle case dei vip: sue le opere per il premio Costa Smeralda
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SORSO. Oggi ha 42 anni, ma da quando ne aveva 12 il suo mondo è fatto di lastre di pietra che con scalpelli e smerigliatrici trasforma come gli pare: non c’è una forma o un disegno che non sappia realizzare. Non a caso c’è chi lo considera uno scultore e chi, invece, lo definisce un’artista. A lui, invece, piace sentirsi un semplice artigiano della pietra. Si chiama Giuseppe Sanna e col suo laboratorio di Sorso ne ha fatta di strada. Le sue ultime realizzazioni, per dirne una, sono cinque creazioni preparate per un’occasione molto particolare: il premio letterario Costa Smeralda 2022.
L’artigiano. L’azienda si chiama “L’arte in pietra” e già dal nome dice tutto sull’approccio al mestiere. L’attività l’ha avviata nei primi anni Ottanta suo padre Pino, quando ha costruito un piccolo laboratorio di 120 metri quadri che oggi si è ingrandito fino a 500. «Mi sono avvicinato al mestiere quando frequentavo le scuole medie – dice il 42enne mentre passeggia nel capannone –. Trascorrevo le estati seguendo mio padre. Ho iniziato facendo stuccature, poi ho imparato a maneggiare la lucidatrice e così via. Ho capito subito cosa volevo fare da grande».
Salto di qualità. La metamorfosi da semplice marmista di paese ad artista è avvenuta circa nove anni fa. «Nel 2010 c’è stata una crisi terribile – riprende il giovane –. Ancora non avevo preso in mano l’azienda da mio padre e stavo per mollare tutto. Ma ho stretto i denti e sono andato avanti. Poi nel 2013 è nata mia figlia, e tutto è cambiato: mi ha dato una carica incredibile. Ho cominciato a crederci ancora di più investendo in formazione e nuovi macchinari. E ho iniziato a fare lavorazioni più ricercate e particolari». Oggi il mestiere di Giuseppe Sanna non è più come una volta. La tecnologia è diventato un ingrediente imprescindibile ma quel lavorio di scalpelli non è del tutto sparito. «Elaboriamo i progetti al computer – spiega – e i macchinari tracciano un prototipo grezzo sul quale poi si lavora a mano con il buon vecchio olio di gomito».
Opere ovunque. Se state cercando qualcuno disposto a soddisfare le richieste più strane, lui è quello giusto. Lo sanno bene a Sassari e Alghero, passando per Costa Paradiso, Porto Rafael, Olbia e Cannigione, fino ad arrivare in Corsica. E ancora, è stato Giuseppe Sanna a realizzare il monumento che si trova all’Asinara per commemorare i caduti ai prigionieri di guerra ungheresi morti sull’isola durante la prima guerra mondiale. Ed è sempre lui ad aver scolpito la fontana della Marina di Sorso, una barca che riemerge in superficie. Il fatto è che in pochi sanno quali siano le sue opere perché l’artigiano sorsese non ci mette mai la firma. «Non c’è un vero motivo – spiega –. In realtà ho sempre pensato a realizzare il lavoro per rendere soddisfatti i clienti e non ho mai amato mettermi in mostra».
Il Costa Smeralda. La cerimonia è andata in scena il 28 maggio e a ognuno dei premiati è stata consegnata un’opera made in Sorso costituita da una pietra di forma naturale, in basalto, marmo, granito, trachite e calcare. Una di queste è andata anche al premio Nobel per la letteratura 2006, lo scrittore turco Orhan Pamuk. «Sono stato contattato da Maurizio Maresca del consorzio Costa Smeralda – racconta l’artigiano sorsense – che già da tempo mi ha coinvolto in un progetto slittato a causa del Covid. Nel frattempo è arrivato il premio letterario e mi è stata commissionata la realizzazione dei premi. Mi ci sono buttato a capofitto e le ho realizzate in due giorni». «È stata una bella esperienza – aggiunge – e anche una bella soddisfazione vedere centinaia di persone accalcarsi per scattare una foto delle mie realizzazioni. Ma bisogna restare coi piedi per terra: non sono tipo che si monta la testa. Si può e si deve sempre migliorare».
L’artigiano. L’azienda si chiama “L’arte in pietra” e già dal nome dice tutto sull’approccio al mestiere. L’attività l’ha avviata nei primi anni Ottanta suo padre Pino, quando ha costruito un piccolo laboratorio di 120 metri quadri che oggi si è ingrandito fino a 500. «Mi sono avvicinato al mestiere quando frequentavo le scuole medie – dice il 42enne mentre passeggia nel capannone –. Trascorrevo le estati seguendo mio padre. Ho iniziato facendo stuccature, poi ho imparato a maneggiare la lucidatrice e così via. Ho capito subito cosa volevo fare da grande».
Salto di qualità. La metamorfosi da semplice marmista di paese ad artista è avvenuta circa nove anni fa. «Nel 2010 c’è stata una crisi terribile – riprende il giovane –. Ancora non avevo preso in mano l’azienda da mio padre e stavo per mollare tutto. Ma ho stretto i denti e sono andato avanti. Poi nel 2013 è nata mia figlia, e tutto è cambiato: mi ha dato una carica incredibile. Ho cominciato a crederci ancora di più investendo in formazione e nuovi macchinari. E ho iniziato a fare lavorazioni più ricercate e particolari». Oggi il mestiere di Giuseppe Sanna non è più come una volta. La tecnologia è diventato un ingrediente imprescindibile ma quel lavorio di scalpelli non è del tutto sparito. «Elaboriamo i progetti al computer – spiega – e i macchinari tracciano un prototipo grezzo sul quale poi si lavora a mano con il buon vecchio olio di gomito».
Opere ovunque. Se state cercando qualcuno disposto a soddisfare le richieste più strane, lui è quello giusto. Lo sanno bene a Sassari e Alghero, passando per Costa Paradiso, Porto Rafael, Olbia e Cannigione, fino ad arrivare in Corsica. E ancora, è stato Giuseppe Sanna a realizzare il monumento che si trova all’Asinara per commemorare i caduti ai prigionieri di guerra ungheresi morti sull’isola durante la prima guerra mondiale. Ed è sempre lui ad aver scolpito la fontana della Marina di Sorso, una barca che riemerge in superficie. Il fatto è che in pochi sanno quali siano le sue opere perché l’artigiano sorsese non ci mette mai la firma. «Non c’è un vero motivo – spiega –. In realtà ho sempre pensato a realizzare il lavoro per rendere soddisfatti i clienti e non ho mai amato mettermi in mostra».
Il Costa Smeralda. La cerimonia è andata in scena il 28 maggio e a ognuno dei premiati è stata consegnata un’opera made in Sorso costituita da una pietra di forma naturale, in basalto, marmo, granito, trachite e calcare. Una di queste è andata anche al premio Nobel per la letteratura 2006, lo scrittore turco Orhan Pamuk. «Sono stato contattato da Maurizio Maresca del consorzio Costa Smeralda – racconta l’artigiano sorsense – che già da tempo mi ha coinvolto in un progetto slittato a causa del Covid. Nel frattempo è arrivato il premio letterario e mi è stata commissionata la realizzazione dei premi. Mi ci sono buttato a capofitto e le ho realizzate in due giorni». «È stata una bella esperienza – aggiunge – e anche una bella soddisfazione vedere centinaia di persone accalcarsi per scattare una foto delle mie realizzazioni. Ma bisogna restare coi piedi per terra: non sono tipo che si monta la testa. Si può e si deve sempre migliorare».
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