Una domenica a Platamona fra lidi dimenticati e guerra alla sosta selvaggia
I resti dell'Iride ancora sulla sabbia mentre il Punta bianca è abbandonato e vandalizzato
Sassari Le candide dune di sabbia sono roba per altri paradisi. Platamona vanta da qualche tempo cumuli di diverso tipo: pezzi di cemento, ferri arrugginiti e mattoni sbriciolati a colpi di ruspa. Luglio lascia il posto ad agosto e in un tratto del lungo litorale i bagnanti continuano a piazzare sdraio e ombrelloni davanti a una enorme montagna di macerie. È quel che resta del vecchio Lido Iride: demolito due primavere fa dopo anni di degrado e di abbandono, l’antico simbolo di Platamona sembra non voler ancora togliere il disturbo. Non proprio il massimo per una spiaggia di grande valore che insegue il sogno del rilancio e che continua a essere particolarmente amata dalla gente.
E le cose non vanno di certo meglio poco più lontano, dove un bel pezzo di spiaggia è occupato dal Lido Punta Bianca. Una struttura chiusa e abbandonata a se stessa ormai da due anni e che è stata presto vandalizzata e depredata, fino a rappresentare un problema anche dal punto di vista della sicurezza. Nel frattempo, cambia qualcosa alla Rotonda di Platamona. Da una decina di giorni, ripristinata la segnaletica, qui non si può più parcheggiare la propria auto. Gli agenti della polizia locale si stanno dando un gran bel da fare per cercare di far cambiare le abitudini agli automobilisti in costume da bagno che puntano dritti alla Rotonda.
Le macerie Il fascino della spiaggia anni Sessanta, tutta musica, cabine e ombrelloni, è sbiadito ormai da un pezzo. E la storia del Lido Iride, nel comune di Sorso, ne è un esempio. Qui i lavori sono fermi. La demolizione del vecchio rudere era stata avviata nell’aprile del 2021, con l’obiettivo di inaugurare il nuovo lido nell’estate 2023. Sul cartello piazzato davanti all’area c’è scritto: fine lavori 30 dicembre 2022. In quindici mesi, però, non si è neanche riusciti a portar via le macerie. Il progetto di demolizione e ricostruzione dello stabilimento, per un valore di 2 milioni e 500mila euro, è affidato alla Spf Multiservizi, che si era aggiudicata il relativo bando. Pare che quello dello smaltimento delle macerie sia un problema legato a una autorizzazione mancante per il riutilizzo dei materiali. E a preoccupare, alcune centinaia di metri più in là, è anche la situazione del Lido Punta Bianca, che ricade in comune di Sassari, in via Della Torre.
Chiuso dall’agosto 2020 dopo un caso di Covid tra lo staff della struttura, e con la concessione demaniale scaduta pochi mesi più tardi, lo stabilimento è in totale stato di abbandono. Nel corso di questi ultimi due anni è stato preso di mira dai vandali e molte strutture sono state anche distrutte. Lo scorso marzo una ordinanza comunale aveva certificato la situazione di abbandono e pericolo e aveva anche dettato precise condizioni per avviare le operazioni di risanamento e di bonifica. All’ingresso dello stabilimento c’è il cartello del divieto di accesso, ma il piccolo cancello è stato in ogni caso riaperto.
La Rotonda Anche lei simbolo di Platamona, la Rotonda, che si trova tra i comuni di Sassari e di Sorso, non può essere più utilizzata come parcheggio. O meglio: possono accedere all’area, attraverso il varco che ricade in territorio sassarese, solo i mezzi autorizzati. Cioè quelli delle persone con disabilità. La novità è di una decina di giorni fa, quando è stato riposizionato il cartello di divieto di accesso alla Rotonda. Di conseguenza, entrata in vigore la nuova segnaletica, gli agenti della polizia locale di Sassari, nel pieno della campagna Litorali sicuri 2022, stanno presidiando la zona per far rispettare il divieto, anche con le prime sanzioni. «Ma si può parcheggiare alla Rotonda?» è la domanda che va più di moda in questo periodo. La risposta degli agenti è sempre la stessa: «No, possono farlo solo i mezzi autorizzati». Le persone con disabilità, una volta parcheggiata l’auto, da qui possono raggiungere la vicina passerella che consente loro l’accesso alla spiaggia. Tore Piras, che dal suo camion bar davanti la Rotonda osserva ogni giorno la scena, però commenta: «Forse bisognerebbe trovare un’altra soluzione, magari anche dei parcheggi a pagamento. Altrimenti la gente, se non può lasciare l’auto qui, si scoraggia e va da altre parti. Ovviamente, tutto questo, salvaguardando gli stalli per le persone con disabilità».
Sosta selvaggia La polizia locale di Sassari, guidata dal comandante Gianni Serra, è particolarmente impegnata sul fronte delle spiagge, presidiate anche da agenti in borghese per far rispettare il divieto di fumo. Uno dei problemi maggiori, però, è sicuramente rappresentato dalla sosta selvaggia. Diverse le multe infilate sotto i tergicristalli delle auto per via del parcheggio creativo degli automobilisti. Non mancano per esempio le auto lasciate sul marciapiede, in divieto di sosta, in corrispondenza della fermata del bus e anche direttamente tra le strisce gialle che delimitano le aree riservate alle persone con disabilità e a mobilità ridotta.
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