Ozieri, reparto di Chirurgia nel caos: il primario ora rischia di andare via
Il medico aveva rinviato la pensione, ma c’è lo stop della direzione aziendale
Ozieri È una situazione di vero caos quella che si sta verificando nel reparto di Chirurgia dell’ospedale Segni di Ozieri. A tre mesi dalla notizia della messa “forzosa” in quiescenza (ovvero in pensione) del primario Leonardo Delogu, lo specialista, che prevede di rientrare dalle ferie (tre giorni) lunedì 29 agosto, ancora non sa quale sarà il suo futuro. Andando in ordine, il medico avrebbe dovuto andare in quiescenza al compimento del 67esimo anno di età, ma – essendo perfettamente in grado e avendone manifestato la volontà – aveva ottenuto dall’ufficio regionale del personale ospedaliero il “permesso” di restare in servizio sino ai settanta anni.
Una deroga che deriva da disposizioni nazionali, che nell’era Covid – e in anni di croniche carenze di personale – prevedono tale possibilità, stanti le condizioni di salute dei medici richiedenti. Ebbene, nonostante il via libera di qualche mese fa, la direzione aziendale di Sassari ha invitato il dottor Delogu a godere delle ferie rimaste e quindi in pratica di cessare subito il servizio, ma l’ufficio personale regionale la pensa diversamente e ancora non si conoscono le intenzioni della direzione sanitaria del Segni, delle quali si è in attesa. In una unità operativa cruciale per qualsiasi ospedale come è la Chirurgia, in un nosocomio – e in un periodo storico – nel quale si fa grande fatica a trovare buoni medici specialisti, si assiste, quindi, a un paradosso: un medico in perfetta forma che chiede (perché può farlo) di restare in servizio per altri tre anni, dando un fondamentale contributo a un reparto in sofferenza, se lo vede negato senza tante spiegazioni.
Il primario tornerà al lavoro lunedì per interventi e visite programmati, ma la sua posizione è, per usare un eufemismo, a dir poco confusa. La situazione è segnalata, oltre che da vari utenti che temono di non poter accedere a interventi ed esami prenotati da tempo, dal consigliere regionale e vice presidente della commissione Sanità della Regione Daniele Cocco, primo firmatario a maggio di una interrogazione in merito rivolta all’assessore regionale Mario Nieddu, presentata con altri colleghi dell’opposizione di vari schieramenti.
Interrogazione alla quale, come riferisce lo stesso Cocco, Nieddu aveva risposto in successivi colloqui ribadendo la linea della Regione secondo la quale, vista la carenza di personale, i medici che facciano richiesta di rimanere in servizio, e siano oggettivamente (come in questo caso) in grado di proseguire, saranno autorizzati a farlo. Cosa spinge dunque la direzione aziendale a voler mandare in quiescenza il dottor Delogu? Questa la domanda che l’onorevole Cocco ribadisce in questi giorni, chiedendo che la direzione aziendale revochi il provvedimento di messa in quiescenza del primario. La linea della Regione è chiara: teniamo in servizio quanti più medici possibile, soprattutto in reparti cruciali, perché l’emergenza è grande e le soluzioni possibili sono al momento poche. Interi ospedali in tutta l’isola soffrono per le carenze di personale medico, infermieristico e anche di Oss e inservienti e i disagi per gli utenti sono all’ordine del giorno.
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