Un calcio al pallone per aiutare Santa Maria di Pisa, rinasce dopo anni la storica società
Sassari, i dirigenti: «Lo sport qui deve essere di tutti»
Sassari Il pallone vuole tornare a rotolare dove crescono le erbacce e si abbandonano i rifiuti nelle aiuole. A Santa Maria di Pisa c’è chi si è rimboccato le maniche per dare nuovamente una mano a quello che è uno dei quartieri più difficili e complessi della città. Si sono visti, ci hanno ragionato su e alla fine si sono detti: «Va bene, riproviamoci e rifondiamo la vecchia squadra». Un gruppo di amici ha così appena ridato vita all’associazione sportiva Santa Maria di Pisa, una realtà scomparsa quasi vent’anni fa dopo aver costruito una bella storia fatta di passione, integrazione, speranza e puro volontariato.
Rifondazione La formula è sempre la stessa: nella Santa Maria di Pisa c’è posto per tutti. «Ci sono molti genitori che non possono permettersi di far praticare dello sport ai propri figli – spiega Ercole Plazzoli, il presidente dell’associazione dilettantistica –. E questo per noi è fondamentalmente ingiusto. Come facevamo una volta, alle famiglie chiederemo infatti una cifra simbolica. Lo sport deve essere per tutti». Nata nel 1989, la Santa Maria di Pisa ha operato più o meno fino al 2005, quando, per via di alcune difficoltà, non è più riuscita a portare avanti le sue numerose attività. E cioè una prima squadra in Terza categoria e un settore giovanile che, per un periodo, ha coinvolto un qualcosa come 400 piccoli atleti contemporaneamente, tra bambini e ragazzi. «Avevamo creato davvero un bel movimento – ricorda Massimo Plazzoli, figlio del presidente e segretario della nuova associazione –. Questo è un quartiere con diverse problematiche di degrado e disagio sociale. E quella esperienza fu una bella risposta. Ora ci riproviamo». Proprio in questi giorni la Santa Maria di Pisa ha ricostituito la prima squadra con l’obiettivo di partecipare nuovamente alla Terza categoria. Poi sarà la volta della scuola calcio. Ma serviranno degli spazi adeguati e così la neonata società chiede al Comune di riqualificare un campetto che si trova in via Donizetti, da tantissimi anni stretto nella morsa del degrado più totale, pieno di erbacce, circondato dai rifiuti e con quel che resta delle recinzioni ormai arrugginito. «Senza un campetto non possiamo certo avviare la scuola calcio – sottolinea Ercole Plazzoli, che ricoprì la carica di presidente anche con la vecchia società –. Rimettendo a posto questo spazio, inoltre, si contribuirebbe anche a riqualificare questa parte di quartiere».
L’appello La Santa Maria di Pisa, che era stata fortemente sostenuta dal parroco don Gavino Sini, ha come sede gli spazi del circolo culturale sportivo Santa Maria Bambina, proprio davanti al campetto che si vuole riqualificare. Le basi, dunque, ci sono. Ma adesso mancano gli aiuti, gli sponsor, la collaborazione della comunità. Anche perché l’associazione chiederà soltanto un contributo minimo e simbolico a chiunque si iscriverà. «Mi auguro che si riesca a formare un bel gruppo dirigenziale – dice il presidente –. E anche che arrivi una mano dagli sponsor. L’impatto sulle famiglie dovrà essere infatti minimo. Portare avanti un discorso di questo tipo non è per nulla semplice. L’entusiasmo e la buona volontà, purtroppo, non bastano. Il nostro è un progetto sociale destinato a uno dei quartieri più poveri e spesso dimenticati della città e per questo abbiamo bisogno di un aiuto».
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