«Percepivano indennità indebite», sotto accusa due medici di famiglia a Sassari
La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, a gennaio l’udienza preliminare
Sassari Il reato contestato dalla Procura di Sassari è quello previsto dall’articolo 316 ter del codice penale, ossia “indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”. Di questo sono chiamati a rispondere due medici di base di Sassari per i quali il pubblico ministero Paolo Piras, alla chiusura delle indagini preliminari, ha chiesto il rinvio a giudizio. L’udienza preliminare è stata fissata a gennaio davanti al giudice Giuseppe Grotteria.
Il periodo di riferimento è il triennio 2019-2021. Va prima spiegato che i due medici di medicina generale (di 67 e 64 anni) avevano aderito al gruppo di medici di base dell’Ats creato per garantire alla cittadinanza un servizio continuativo. Attività per la quale i due imputati percepivano annualmente una indennità. Ma in seguito alla denuncia presentata da un collega i carabinieri del Nas, incaricati dalla Procura, avevano svolto delle indagini e accertato che la presenza nell’ambulatorio non corrispondeva a quella stabilita dall’articolo 40 dell’“Accordo collettivo nazionale medici di medicina generale”.
In particolare il medico di 67 anni (difeso dall’avvocato Mariano Mameli) avrebbe «omesso di informare l’Ats che non garantiva la presenza nello studio del gruppo per cinque giorni la settimana, conseguendo in questo modo indebitamente dalla stessa Ats l’importo complessivo di 34.176 euro», mentre l’altro collega di 64 anni (assistito dall’avvocato Nicola Satta) – nello stesso triennio e con la medesima contestazione – avrebbe percepito dall’Azienda per la tutela della salute una cifra leggermente inferiore: 27.970 euro.
Alla luce dell’esposto e delle indagini svolte dai carabinieri il sostituto procuratore ha chiesto il processo per i due medici. Richiesta sulla quale dovrà pronunciarsi il giudice dell’udienza preliminare che deciderà se prosciogliere gli imputati o se rinviarli a giudizio.
La difesa è certa di poter dimostrare l’estraneità dei propri assistiti anche in considerazione del fatto che l’obiettivo delle associazioni di medici di base è sempre stato quello di garantire un servizio continuativo alla collettività. Con interscambio di turni e, quindi, di presenza nell’ambulatorio.
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