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Inclusione

Sassari, cinque milioni per aiutare anziani, disabili e fragili

Giovanni Bua
Sassari, cinque milioni per aiutare anziani, disabili e fragili

Via libera dal ministero per sei progetti dei Servizi Sociali

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Sassari Oltre 5 milioni e mezzo di euro per sei progetti dedicati a “inclusione e coesione”, presentati dal Settore Servizi Sociali del Comune di Sassari, come Ente capofila dell’Ambito plus insieme a Porto Torres, Sorso e Stintino, per la missione 5 del Pnnr e tutti approvati. Con quattri che saranno immediatamente finanziati e gli altri due che dovranno attendere un ulteriore aggiunta di Fondi Pon (il Piano Operativo Nazionale).

Una vera boccata di ossigeno per settori in prima linea, che hanno necessità di risorse fresche per affrontare un inverno che si annuncia tra i più duri degli ultimi decenni. Si tratta di progetti per infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo Settore e per investire su attività di inclusione sociale di determinate categorie di soggetti fragili e vulnerabili come anziani non autosufficienti, disabili e persone senza dimora. «Le proposte progettuali – sottolinea l’assessore ai Servizi Sociali Gianfranco Meazza – affrontano temi complessi come il rafforzamento dei servizi a supporto delle famiglie in difficoltà, le soluzioni alloggiative e le dotazioni strumentali innovative rivolte alle persone anziane per garantire loro una vita autonoma e indipendente, i servizi socio-assistenziali domiciliari per favorire la deistituzionalizzazione, le forme di sostegno agli operatori sociali per contrastare il fenomeno del burn out, la sindrome da stress lavorativo che sta colpendo sempre più gli operatori sociali, sempre in prima linea».

In particolare è uno il progetto già pronto a partire, d’intesa con Asl di Sassari ,quello dedicato ai percorsi di autonomia per persone con disabilità, che vale 715mila euro e sarà operativo entro il 2023. «Abbiamo già firmato la Convenzione con il Ministero, e ora lavoreremo per la definizione operativa – spiega Meazza –. Il fine è la realizzazione di una comunità domiciliare composta da due gruppi appartamento per 10 persone con disabilità, nella disponibilità del patrimonio Asl per migliorarne l’autonomia e offrire loro opportunità di accesso al mondo del lavoro. Saranno riadattati degli appartamenti anche con interventi di domotica e assistenza a distanza, e lo sviluppo di competenza dove potranno vivere persone con disabilità, seguiti dai nostri operatori sociali e dagli operatori sanitari del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze».

Per gli altri tre progetti già finanziati manca ancora la firma del Ministero sulla Convezione, ma i tempi si annunciano brevi. Il primo riguarda la creazione di un sistema di accoglienza per le persone e i nuclei in condizioni di elevata marginalità sociale. Si chiama “Housing first” e vale 710mila euro e prevede che, insieme all’ingresso negli appartamenti ci sia una presa in carico di un equipe multidisciplinare che favorisca percorsi di autonomia e di fuoriuscita dal circuito dell’accoglienza. Progetto particolarmente interessante per Sassari perché potrebbe aiutare a risolvere i problemi di riallocazione delle famiglie rom del campo di Piandanna.

C’è poi il rafforzamento dei servizi sociali domiciliari per garantire la dimissione anticipata assistita e prevenire l’ospedalizzazione (330mila euro) e l’istituzione delle cosiddette “Stazioni di posta” per le persone senza fissa dimora, che verranno aiutate con pasti e assistenza medica ma anche con counseling, distribuzione della posta, mediazione culturale e consulenza legale e orientamento al lavoro.


 

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