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Le biodiversità peculiari dell’Asinara protagoniste alla Biennale di Venezia

Le biodiversità  peculiari dell’Asinara protagoniste alla Biennale di Venezia

I dettagli della partecipazione contenuti in un volume di trecento pagine

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Porto Torres La partecipazione dell’Asinara alla Biennale di Architettura di Venezia è ora contenuta in un volume edito da D Editore di Roma, dedicato alla biodiversità dell’isola parco e alle attività del progetto Neptune. La presentazione dell’opera si è tenuta in diretta web nella sede del Parco, in via Ponte Romano, partendo dal racconto della partecipazione del Parco nazionale dell’Asinara all’interno della sezione resilienza, arte e paesaggio del Padiglione Italia: un progetto realizzato grazie alla collaborazione dell’associazione LW Circus, dell’Agenzia Forestas, assessorato regionale all’Ambiente e di Edizero Architecture for peace.

Il tema dell’allestimento è stato incentrato sull’importanza della prateria di Posidonia oceanica e di tutti i servizi ecosistemici che offre al pianeta. Il volume, curato da Annacaterina Piras e dal direttore dell’Ente Parco, Vittorio Gazale, è stato presentato dalla commissaria Gabriela Scanu. Le pagine illustrano i vari eventi succedutisi durante e dopo la Biennale di Venezia, ovvero il viaggio intrapreso dalle Comunità Resilienti dell’Asinara attraverso il Museo Marino Marini di Firenze, l’allestimento nella galleria di produzione di arte contemporanea Mad Murate Art District, l’esposizione nella manifestazione dedicata al centenario dei Parchi al Parco della Musica di Renzo Piano a Roma. Il tragitto del volume si è poi fermato proprio nell’isola dell’Asinara, esattamente nel borgo di Cala Reale dove l’installazione rimane a disposizione dei visitatori del Parco.

Il volume è strutturato in 300 pagine ed è comunque scaricabile in versione Pdf dal sito del Parco nazionale, e riporta anche gli atti dei numerosi incontri e convegni che si sono svolti durante un intero anno di attività. Per il famoso paesaggista Henri Bava, architetto dell’agenzia Ter e Guillaume Hébert, «l’Asinara stimola collaborazioni per la presenza di una peculiare comunità resiliente e per l’unicum tra storia e natura, modello di sperimentazione per le diverse discipline ecologiche e sociali a livello internazionale». (g.m.)

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