«Pensare a una nuova Platamona senza il Lido Iride è possibile»
L’opposizione in consiglio comunale a Sorso: bisogna guardare alle richieste del mercato di oggi
Sorso Una nuova Platamona senza Lido Iride è possibile. Ne sono convinti i consiglieri comunali del gruppo d’opposizione “Svolta civica” di Sorso, che rimettono sul tavolo un’idea circolata negli anni scorsi in municipio come via d’uscita d’emergenza nel caso in cui la riqualificazione dell’ex compendio si fosse arenata. La proposta prevede che il Comune si accordi con la Regione e l’Agenzia del demanio per spostare le volumetrie fuori dalla linea dei 300 metri dalla costa e contestualmente identifichi nuove concessioni nel Piano di utilizzo dei litorali. «La scorsa primavera si è parlato di rinascita dell’Iride – spiegano il capogruppo Gianni Tilocca, Daniele Pittalis e Giovanni Mura – ma allo stato attuale si assiste a una sorta di vilipendio di cadavere. La politica, sicuramente presa dall’entusiasmo dettato dal caso, ha fatto il passo più lungo della gamba rispetto allo stato delle cose. Nel tempo il recupero dell’ex compendio si è ridotto al perseguimento di “un’opera di regime”, come fosse un trofeo politico invece che lo strumento utile a gettare le basi di un nuovo sviluppo turistico di Platamona». Per i consiglieri, l’idea secondo la quale ricostruire l’Iride significhi riportare automaticamente Platamona ai fasti conservati nelle cartoline storiche, è una congettura. «È vero che si è lavorato tanto nel tempo per eliminare il famoso vincolo della Soprintendenza – riprende Tilocca – ma ci si è fermati troppo su un’idea che è conservativa, ovvero riportare in auge l’impronta storica culturale e sociale che ha rappresentato il Lido Iride negli anni Sessanta. Noi crediamo che i nuovi modelli di sviluppo debbano essere dinamici, devono certamente guardare comunque alla storia ma anche ai contesti attuali. Soprattutto alle condizioni legate all’aspetto sociale e relazionale, all’offerta e alla richiesta del mercato turistico di oggi, non di 50 anni fa».
I consiglieri si chiedono quanto abbia ancora senso pensare di ricostruire l’Iride. «Negli ultimi 20 anni – dice ancora Tilocca – questo disegno ha subìto numerosi stalli, alcuni legati al famoso vincolo ma anche ai problemi relativi alle condizioni di sicurezza dell’immobile. Senza dimenticare la questione delle volumetrie, la titolarità del bando e altro ancora. Si è fatto un enorme lavoro senza tenere conto di un aspetto sostanziale: il livello della classe imprenditoriale che si affaccia a investire su Platamona. Il problema è che il territorio, ora come ora, non è appetibile a un imprenditore serio e strutturato dal punto di vista finanziario. D’altronde chi investirebbe su un territorio dove non bastano 5 anni per rifare un ponte crollato? (si riferisce a quello sul rio Pedrugnanu, ndc)».
Le recenti vicissitudini che sta attraversando il progetto di riqualificazione dell’ex compendio balneare spingono i consiglieri d’opposizione a lanciare una proposta alternativa. «La nostra idea – conclude il capogruppo – è che, sfruttando le norme del Piano Casa ancora vigenti, bisognerebbe conservare le volumetrie trasferendole in una fascia esterna, per poi agire con una variante al Pul per prevedere nuove aree e lidi balneari, magari pensando a spazi per l’ausilio alla nautica o per il divertimento dei giovani. D’altronde non tutte le strutture o i locali di successo sono fatti di ferro e calcestruzzo, soprattutto quelli sul mare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
