La Nuova Sardegna

Sassari

Porto Torres

La torre aragonese tra vandali e incuria: serve un intervento

di Gavino Masia
La torre aragonese tra vandali e incuria: serve un intervento

Forzato da ignoti l’ingresso del monumento

2 MINUTI DI LETTURA





Porto Torres La torre aragonese è uno dei simboli più importanti della città. Un simbolo che non viene però rispettato e che risulta essere abbandonato a se stesso, tra atti vandalici e incuria da parte dell’ente proprietario.

Circa una settimana fa, per esempio, ignoti hanno forzato la porta d'ingresso. All’interno dell’antica struttura guano di piccione e i vetri rotti delle finestre.

Il monumento è di proprietà dell'agenzia del demanio, ma il Comune, in accordo con la Soprintendenza, è subito intervenuto per mettere in sicurezza l'ingresso della torre applicando un’opportunità garantita dal Codice dei beni culturali.

L'articolo 27 prevede infatti che in caso di assoluta urgenza possano essere effettuati «gli interventi provvisori indispensabili per evitare danni al bene tutelato, purché ne sia data immediata comunicazione alla Soprintendenza». L'intervento di ripristino dell'ingresso è stato effettuato dagli operatori della società in house Multiservizi e, parallelamente, il Comune ha segnalato il fatto ai carabinieri affinché vengano intensificate le azioni di controllo nell'intera area.

Per ragioni di sicurezza è stata dunque sbarrata la porta che conduce all’interno della torre, ma la speranza è che l’intervento inneschi ora un ragionamento più ampio sulla valorizzazione di un bene storico che rischia seriamente di cadere a pezzi.

Oltre a essere uno dei simboli di Porto Torres per la sua maestosità che si erge davanti alla principale via della città e al porto commerciale, la torre è anche tra i siti più ammirati e fotografati dai turisti e inoltre è il punto di accoglienza per i croceristi che sbarcano dalle navi. Durante il periodo estivo è stata la location principale degli eventi organizzati dall’amministrazione comunale e non solo – dai concerti alla presentazione di libri – e oggi fa da sfondo anche al presepe in tema marinaro allestito sul prato verde.

La torre ha 700 anni di storia e fu costruita nel 1325 per decisione dell’ammiraglio aragonese Carroz.

Circa un anno fa il sindaco Massimo Mulas aveva scritto una lettera sia all’agenzia del demanio sia all’Autorità di sistema portuale, chiedendo ai due enti la messa in sicurezza del monumento.

Nessun intervento in merito a quanto richiesto, soprattutto da chi ha la reale competenza sulla torre, lasciando così la questione in mano al Comune.

La situazione è quindi ora seguita direttamente dal sindaco Mulas e dal presidente del Consiglio comunale Franco Satta.

La speranza di tutta la comunità è che la torre aragonese venga strappata all’abbandono per poi essere finalmente valorizzata.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative