Sassari, spaccio di droga nel centro storico: in 46 a giudizio
Operazione Malesia: due condannati con l’abbreviato, un altro patteggia 4 anni
Sassari A luglio del 2020 quasi 300 carabinieri avevano assediato il centro storico di Sassari per una operazione internazionale contro il narcotraffico che aveva portato all’esecuzione di 16 misure cautelari in carcere e 23 agli arresti domiciliari.
In quell’occasione il personaggio più importante dell’organizzazione – un trafficante internazionale in grado di muovere chili e chili di droga per tutta Europa, usando dei connazionali che dietro il pagamento di poche centinaia di euro prestavano i propri corpi per trasportare gli “ovuli” pieni di cocaina ed eroina – era sfuggito alla cattura. Quando era scattato il maxi blitz dei carabinieri, infatti, Edo Bright, 38enne nigeriano, da anni residente ad Amsterdam, aveva continuato a godersi la libertà in Olanda. Per lui le manette erano scattate a novembre del 2020, quando era stato fermato all’aeroporto di Schiphol, lo scalo principale dei Paesi Bassi, grazie a un mandato di arresto europeo richiesto dal sostituto procuratore Giovanni Porcheddu.
A gennaio del 2021 il titolare dell’inchiesta denominata “Malesia”, aveva chiuso le indagini e ieri mattina il gup Gian Paolo Piana ha rinviato a giudizio 46 persone, la maggior parte nigeriane (a parte tre sassaresi), ritenute a vario titolo responsabili di un traffico internazionale di droga con base a Sassari. Il processo per loro inizierà ad aprile davanti al giudice monocratico. Altri due, che avevano scelto il rito abbreviato, sono stati condannati ieri a due anni e 8 mesi ciascuno mentre un terzo ha patteggiato 4 anni e tre mesi. L’attività investigativa era nata da una operazione di intelligence sviluppata dal nucleo investigativo dei carabinieri di Sassari con la collaborazione della Direzione centrale per i Servizi antidroga presso il ministero degli Interni, di Ufficiali della D.E.A. (Drug enforcement administration) e degli Uffici di cooperazione internazionale in Malesia.
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