La Nuova Sardegna

Sassari

Guardia di finanza

Sassari, portava fuochi d’artificio illegali all’amico ai domiciliari: in 2 a giudizio

Sassari, portava fuochi d’artificio illegali all’amico ai domiciliari: in 2 a giudizio

Nel bagagliaio 285 petardi e altro materiale pirotecnico molto pericoloso

03 febbraio 2023
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Sassari La guardia di finanza lo aveva fermato mentre raggiungeva la casa di un amico che si trovava agli arresti domiciliari. La perquisizione della vettura aveva consentito alle fiamme gialle di trovare «artifici pirotecnici esplodenti ad alto potenziale e non classificati» e destinati, è scritto nel decreto di citazione diretta a giudizio, all’amico 33enne che era in regime di detenzione domiciliare. Entrambi, difesi dall’avvocato Claudio Mastandrea, sono finiti a processo per reati contravvenzionali davanti al giudice Sara Pelicci. Ieri mattina in aula è stato sentito un esperto che ha accertato la pericolosità del materiale sequestrato e ha aggiunto che alcuni dei fuochi, se esplosi, avrebbero potuto essere letali.

In particolare i finanzieri, a dicembre del 2020, avevano sequestrato nell’auto di un 26enne sassarese 285 artifici pirotecnici marca “Bomber max 100”, dieci “cipolle” e un manufatto artigianale del tipo “rendino/trick track”. Tutto materiale del quale i due imputati «omettevano di denunciare la detenzione», materiale «pericoloso per la sua qualità e quantità».

Il trasporto di questi fuochi d’artificio, come è stato accertato dalla guardia di finanza, avveniva senza alcuna autorizzazione. Mancavano pochi giorni a Natale, in piena pandemia, e pochi giorni anche all’ultimo dell’anno. Le fiamme gialle avevano potuto appurare che il destinatario della “merce” fosse un 33enne napoletano – da lungo tempo residente in città con la famiglia – che era stato arrestato e si trovava ai domiciliari al centro storico di Sassari. Probabilmente gli spostamenti vicino alla sua abitazione erano tenuti sotto controllo dalle forze dell’ordine che sono fortunatamente riuscite a impedire la consegna del materiale esplodente.

Ieri in aula sono stati sentiti i primi testimoni citati dal pubblico ministero Antonio Piras. (na.co.)

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