La Nuova Sardegna

Sassari

Gente della notte

«Serate divise tra teenager e adulti per salvare le discoteche dalla crisi»

di Andrea Massidda
«Serate divise tra teenager e adulti per salvare le discoteche dalla crisi»

Sassari, le proposte di vertici nazionali e territoriali dell’associazione che riunisce i locali da ballo. I gestori vorrebbero una lotta decisa contro l’abusivismo di chi fa serate senza licenza

01 marzo 2023
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Sassari La concorrenza agguerrita (e talvolta sleale) di bar, circoli privati, stabilimenti balneari e persino di alcuni ristoranti, sommata al limite di somministrazione di bevande alcoliche fissato per legge alle 3 del mattino, rischia di abbassare a zero il volume della musica e di far spegnere anche l’ultimo fascio di luce alle discoteche italiane. Ne sono convinti i presidenti nazionali e per il Nord Sardegna del Silb Fipe, l’associazione che riunisce le imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo, che ieri mattina a Sassari, nella sede di Confcommercio, hanno convocato i giornalisti per denunciare lo stato di agonia in cui versa il comparto, specie dopo il Covid. E contemporaneamente per provare a lanciare qualche proposta a governo e Regione affinché si riesca a invertire la tendenza nerissima.

Idee per il rilancio Per il rilancio del settore i gestori dei locali da ballo immaginano due soluzioni: controlli più efficaci sull’abusivismo e una netta divisione tra le serate riservate ai minorenni (che dovrebbero chiudere entro mezzanotte e dispensare soltanto drink analcolici) e quelle per maggiorenni, che al contrario potrebbero servire alcol senza limiti di orario.

I dati del declino I fasti della “Saturday night fever” sembrano definitivamente tramontati, forse anche a causa di un format che di fatto esiste dagli anni Settanta. A certificare la crisi del settore (certamente il più colpito dalle restrizioni per la pandemia, con il 30 per cento dei locali da ballo italiani che non ha più aperto i battenti) sono proprio i dati forniti dall’associazione di categoria. «Al momento – ricorda Maurizio Pasca, presidente nazionale del Silb – in tutta l’isola sono attive una cinquantina di discoteche, mentre nei primi anni del Duemila soltanto nella provincia di Sassari se ne contavano ben 79. Significa che anche qui nel Nord Sardegna, dove se non altro per ragioni di attrazione turistica l’intrattenimento dovrebbe essere tenuto in gran conto, l’economia della notte si sta brutalmente impoverendo».

Errore strategico Non agevolare il settore, secondo il numero uno del Silb, potrebbe sortire un effetto boomerang. «La Sardegna – spiega – è una terra a naturale vocazione turistica e le discoteche possono davvero incrementarlo. Basta vedere ciò che succede da sempre in Romagna, dove certo i villeggianti non vanno per la bellezza del mare. Oppure dare un’occhiata a quanto sta succedendo in Puglia, dove nel Salento proprio grazie ai locali da ballo si sta sviluppando uno spaventoso volume di affari. A Ibiza solamente i due locali più importanti fatturano all’anno 800 milioni di euro».

Abusivismo e limiti «La concorrenza sleale di chi fa ballare la notte senza avere la licenza necessaria – sottolinea Piero Muresu, presidente del Silb per la Sardegna Settentrionale – in Italia costa alle discoteche regolari circa 2 miliardi di euro. È indubbiamente il problema che incide di più sulle nostre attività. Lo combattiamo da anni senza avere grossi risultati perché a volte i controlli non sono sufficienti. Ma ci danneggia molto anche il limite orario delle 3 per la somministrazione degli alcolici e il fatto che noi paghiamo l'Iva al 22% mentre cinema e teatri la pagano al 10», conclude Muresu. Per non parlare dell'articolo 100 del Tulps, il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che autorizza il questore a sospendere la licenza di un locale nel quale siano avvenuti risse o gravi disordini.

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