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Lutto

A Sassari il saluto a Gianluca, poliziotto dal cuore grande

A Sassari il saluto a Gianluca, poliziotto dal cuore grande

Il funerale dell’ispettore che ha combattuto contro una grave malattia

03 marzo 2023
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Sassari Tanta gente ieri pomeriggio nella parrocchia del Buon Pastore per dare l’ultimo saluto a Gianluca Saraceni, ispettore della polizia di Stato stroncato a 46 anni da una malattia aggressiva che ha cercato di contrastare con coraggio e con tutte le sue forze fino all’ultimo istante.

I colleghi della questura di Sassari e delle sedi periferiche, amici e compagni di vita di un ragazzo speciale che ha fatto della sua attenzione verso gli altri una missione semplice ma di straordinario valore. Da poco più di due anni Gianluca stava combattendo contro un linfoma non Hodgkin mantellare, una di quelle malattie che nella quasi totalità dei casi compare in persone sopra i 65 anni ma che lui si era trovato addosso in una età raramente contemplata nella casistica della medicina specialistica.

Sostenuto dalla moglie Roberta che gli è stata accanto in ogni momento, Gianluca Saraceni era stato seguito inizialmente nel reparto di Ematologia dell’Aou di Sassari, un settore all’avanguardia dove è stato posto il primo sbarramento all’avanzare di una malattia che però non si è mai fermata. A un certo punto, di fronte a un avversario così determinato, è stata presa la decisione di puntare su una terapia nuova e sperimentale e dai costi altissimi (da 360mila euro fino a 500mila se si mettono insieme anche i costi per l’ospedalizzazione). Così Gianluca è volato a Perugia all’ospedale Santa Maria della Misericordia per seguire quella terapia indicata in grado di dare una speranza di salvezza dopo che le precedenti cure purtroppo non avevano dato risultato. Colleghi e amici, ma anche semplici conoscenti si sono mobilitati con tre raccolte di fondi per cercare di dare una mano e sostenere quella sfida per la vita. La catena di solidarietà ha allontanato quella sensazione di solitudine che inevitabilmente si percepisce quando ci si trova in situazioni di tale gravità e l’affetto e la vicinanza aiutano a non mollare. Gianluca non ce l’ha fatta, ma resta il suo grande esempio, la testimonianza di un uomo che - come hanno detto i colleghi - «non era solo un poliziotto ma un fratello dal cuore grande».

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