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Il caso

Sassari, la perdita da un milione di litri che Area da due anni non ripara

di Giovanni Bua
Sassari, la perdita da un milione di litri che Area da due anni non ripara

In una palazzina in via Vecellio l’acqua sgorga dal 2021 e nessuno interviene

05 aprile 2023
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Sassari Un milione di litri d’acqua buttati nella fogna. Sembra un’iperbole ma invece è la, prudente, stima di quanto una perdita non curata stia costando alla comunità. Luogo della assurda incuria, davvero paradossale in un momento in cui la carenza d’acqua si fa particolarmente sentire, è una palazzina Area (l’azienda regionale per l’edilizia abitativa) al numero 1 di via Tiziano Vecellio, subito dietro le scuole elementari di piazza Sacro Cuore. Lì la perdita scorre indisturbata almeno dal settembre 2021, quando fu per la prima volta segnalata dalle sette famiglie residenti, ma probabilmente almeno da due anni.

L’acqua fuoriesce dall’innesco della rastrelliera da cui poi partono i contatori (e quindi non è a carico di nessuno) scende nel muro e si incanala in una traccia fatta da un disperato residente, dopo mesi passati ad attraversare l’atrio di ingresso camminando su pedane. Poi prende la via di un provvidenziale buchetto sul bordo sinistro del vecchio portone (in condizioni fatiscenti, come le facciate e i terrazzi della vecchia palazzina) attraversa il marciapiede e si perde a bordo strada.

Un canaletto a cui tutti ormai hanno fatto l’abitudine nella via, con una costante portata di almeno un litro al minuto che, moltiplicato per i circa 500mila minuti che ci sono in un anno, ci porta al totale monstre di 1 milione di litri buttati.

«Ho fatto personalmente la segnalazione ad Area a settembre del 2021 – dice sconsolato Ignazio Cherchi, muratore in pensione e da 40 anni residente nella palazzina – e per due volte sono andato negli uffici di Sassari, aperti per poche ore a settimana. Sono addirittura riuscito a farmi dare il numero di un ingegnere, che mi ha assicurato, otto mesi fa, che avrebbero almeno fatto un sopralluogo. Ma da allora nessuno si è mai fatto vedere». A rendere ancora più surreale il tutto il fatto che il “guasto” in sé non sembrerebbe a prima vista di difficile soluzione. «Abbiamo parlato con Abbanoa – continua Ignazio –, ci hanno detto che non potevano fare niente, se non chiudere l’acqua dall’esterno. Ma ci hanno anche detto informalmente che basterebbe sostituire la rastrelliera, e che l’intervento si potrebbe concludere con un due o tre giorni di disagio».

Disagio a cui peraltro le sette famiglie residenti sono allenate. Il rubinetto di accesso alla rastrelliera è infatti chiuso da mesi a metà, per cercare di contenere i danni, e l’acqua «arriva a singhiozzo – sottolinea Ignazio – la pressione è bassa e non la possiamo usare tutti insieme». Il fiumiciattolo che scorre (vicino peraltro ai contatori della luce) sta lentamente mangiando le pareti esterne degli appartamenti al piano terra, e umidità e muffa sono ormai di casa. «Oltre allo spreco economico – lamenta giustamente Paola Careddu, anche lei residente al numero 1 di via Tiziano Vecellio – c’è un enorme problema morale, connotato dalla superficialità con la quale l'Agenzia si pone riguardo lo spreco della risorsa idrica. Credo infatti che tutti siamo sempre più consapevoli dell'importanza che riveste, alla quale sono dedicate insistenti campagne di sensibilizzazione sull'uso attento e parsimonioso. Ci chiedono di risparmiare facendoci la doccia e lavando i piatti e poi buttano un milione di litri nella fogna». Verrebbe quasi voglia di arrangiarsi da sé: «E non nego – spiega Ignazio – di averci pensato. Ma la rastrelliera e di proprietà di Area e, a parte le enormi responsabilità che chi interviene si dovrebbe prendere, c’è anche la concreta possibilità di essere denunciati».


 

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