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Sassari

La storia

Sassari, dalla strada al canile: Roy e Marlene trovano l’affetto di Davide e Ilaria

di Davide Pinna
Davide De Rosa e Ilaria Fozzi con Marlene e Roy adottati presso il canile comunale di Sassari
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Davide De Rosa e Ilaria Fozzi con Marlene e Roy adottati presso il canile comunale di Sassari

I due cuccioli hanno vissuto i primi mesi al canile Qua la zampa

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Sassari Roy e Marlene sono incontenibili: il ritorno nel canile dove sono cresciuti non risveglia vecchi traumi, ma accende la gioia dei due cuccioli di appena quattro mesi. I loro nuovi padroni, Ilaria e Davide, fanno fatica a trattenerli ma poi, quando i piccoli riconoscono la ragazza che dava loro da mangiare, si siedono e attendono, compìti, un premietto per la loro educazione. La loro storia, come spesso capita nei canili, non è felicissima, ma ha il lieto fine. Vengono ritrovati, piccolissimi, insieme ad altri due fratellini: «Probabilmente erano la cucciolata di una cagnolina di proprietà, non sterilizzata» spiega Romina Sedda, veterinaria del canile comunale di Funtana sa Figu, sulla strada provinciale per Osilo. Quando arrivano al canile, i quattro cuccioli svolgono le analisi di routine e si scopre che hanno una gastroenterite virale: vengono isolati e cominciano la terapia che, purtroppo, non basterà per salvarli tutti. Due fratellini muoiono. Per Roy e Marlene, i primi tre mesi di vita passano in isolamento, per evitare che possano contagiare gli altri cani, ma la terapia cominci a dare i suoi frutti. Davide De Rosa e Ilaria Fozzi sono due ornitologi, hanno una casa con un grande giardino e vogliono condividerlo con un cucciolo. Dopo aver visto un annuncio social dell’associazione Qua la zampa, che gestisce per conto del Comune il canile, si innamorano di Marlene, ma quando vanno in canile per adottarla, non riescono a resistere alla tenerezza di Roy e li accolgono entrambi. Per i due cuccioli, dopo l’affetto del personale del canile, è arrivato quello di una nuova famiglia.

«La prima settimana è stata un po’ difficile, sia noi che loro dovevamo adattarci alla nuova situazione. Avevano sempre vissuto in gabbia e avevano una preoccupante tendenza a giocare con le galline, che però ora hanno imparato a rispettare - raccontano con un sorriso -. Lui è dolcissimo, lei è super intelligente: consigliamo a tutti di fare questo passo». Per i due cuccioli è l’ultima visita in canile: due rapide punture e completeranno il primo ciclo di vaccinazioni, che la struttura del Comune garantisce a tutti coloro che adottano un cucciolo. La storia di Roy e Marlene non è certo un caso isolato, ma per tanti cani la vita comincia e finisce dentro un canile. «Non sono tristi, perché vengono trattati bene e hanno spazi adeguati al gioco: ogni settore ha un’area per le sgambate ed escono dai box più volte al giorno - spiega la veterinaria Romina Sedda -. Però noi conosciamo il mondo fuori e sappiamo che potrebbero vivere meglio rispetto a quanto gli possiamo offrire qui, perciò invito chi vuole un cane a valutare la possibilità di adottarlo da una canile». Oltre alle adozioni, c’è un altro messaggio che Romina Sedda vuole lanciare: «Microchippate i vostri cani, il Comune svolge regolarmente delle giornate di microchippatura gratuita. Una delle cose più tristi è quando arriva un cagnetto di proprietà, con il collarino e ben curato: magari si è solo smarrito, ma non ha il microchip e non sappiamo a chi restituirlo. Anche Antonello Sassu, assessore all’Ambiente del Comune, rivolge tre appelli ai cittadini: «La cosa più importante, ora che siamo in estate, è questa: non abbandoniamo gli animali solo perché dobbiamo farci due settimane di ferie, portiamoli con noi e facciamogli conoscere nuovi posti. E poi microchippiamo i nostri cani e sterilizziamoli». Il Comune di Sassari, nel 2023, spenderà poco più di 900 mila euro per gli animali da compagnia. Il canile comunale ha circa 250 posti, ma sono necessari altri tre canili privati per un totale di circa 650 posti.Le strutture private costano 418 mila euro l’anno, mentre quello comunale 180 mila. Nel 2023, venticinque cani sono stati sterilizzati con il contributo comunale di 180 euro, mentre i microchip inoculati gratuitamente sono stati 321. Le adozioni, finora, sono state 51, quasi tutte ad opera dell’associazione Qua la zampa.

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