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Nanni Campus: «Non mi ricandiderò e lascio una Sassari migliore»

di Giovanni Bua
Nanni Campus: «Non mi ricandiderò e lascio una Sassari migliore»

Ultima conferenza di fine anno del sindaco: «Fatto tantissimo per la città»

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Sassari «Questa è la mia ultima conferenza di fine anno da sindaco. Perché, come sempre ho detto, non mi ricandido. E, anche se per la seconda volta non taglierò nessun nastro, concludo il mio lavoro convinto di avere lasciato una città migliore». Sgombra il campo dalle voci che insistenti girano da settimane Nanni Campus, e conferma che non sarà in campo alla per ora indecifrabile corsa delle prossime amministrative. «A cui – sottolinea – la coalizione civica che mi ha con convinzione sostenuto prenderà però parte. Insieme a chi porterà idee e non bandiere di partito. Tutti insieme sceglieremo chi sarà il portavoce di questo gruppo, questa classe dirigente che in questi anni di duro lavoro si è formata. Assessori e consiglieri comunali per la maggior parte alla loro prima esperienza, ma di un livello qualitativo che da decenni non si vedeva. Che ha raggiunto risultati inimmaginabili».

L’occasione per il saluto è la canonica conferenza di fine anno, con il sindaco affiancato dalla giunta e il presidente del consiglio comunale Maurilio Murru, che snocciola le sue «opere bandiera», che «cito – sottolinea – ben sapendo di tralasciare l’80% di quello che abbiamo fatto».

«Dal 2019 a oggi – spiega – ho visto passare dall’ideazione degli interventi ai primi cantieri che aprono in soli 4 anni e mezzo e ci siamo arrivati perché quando ci siano insediati ben 4 settori erano scoperti di dirigente e il centro elaborazione dati era stato addirittura declassato a servizio. Abbiamo rimesso in moto la macchina. Assunto 7 dirigenti e 200 persone in totale».

«Anche grazie a loro – continua Campus – abbiamo fatto tanto. E mi piace ricordare alcune opere simbolo. Che segneranno in profondità il volto della città. Prima di tutte il centro intermodale. Siamo in fase di progettazione esecutiva. Rivoluzionerà, anche grazie al sistema di rotatorie, la mobilità ma permetterà anche il recupero di aree degradate come l’ex gazometro e farà sorgere una nuova piazza su Corso Vico».

Poi: «Il mercato civico, accantierato, che tornerà a essere il mercato. Le sei palazzine comunali recuperate nel centro storico, insieme al Turritania, che smette di essere il simbolo dell’incapacità di Sassari a valorizzare i propri beni. E la colonia campestre, uno dei gioielli della nostra città negli anni ’50, che rinascerà».

E ancora: «L’apertura del Tavolara dopo 25 anni. Che sta facendo il doppio degli ingressi di Monte D’Accoddi. E gli investimenti sullo sport. Che, mentre cerchiamo di gestire la follia che abbiamo ereditato sul PalaSerradimigni, ci ha permesso di appaltare la realizzazione nuovo palazzetto a Latte Dolce che risolve i problemi storici della pallavolo e non solo. E infine la manutenzione delle strade: in 4 anni e mezzo abbiamo investito 20 milioni di euro. E dove li abbiamo trovati questi soldi? Lavorando sul bilancio e non aumentando le tasse ma andando a scovare gli evasori. Grazie al lavoro di un assessore che ha motivato il settore, e ha dimostrato se ce ne fosse bisogno che un commercialista sa fare meglio di conto che un agronomo».

Poi un passaggio su l’alleanza con il M5s: «Qualcuno voleva portare all’interno del progetto civico mentalità dei partiti. Nel mio primo mandato il mio partito è forse quello che ha fatto l’opposizione più feroce. Questa volta non ho accettato questa logica. E ho preferito allontanare alcuni che pensavano di riscattarci, aprendo al M5s con un patto di buon governo, basato su obiettivo comuni per la città».

E la chiusura sui botti di Capodanno «Quest’anno avevamo i soldi. L’anno scorso no. Sapevamo anche che avremmo avuto 200mila euro da parte della Regione. E allora abbiamo pensato di metterne anche noi 200mila senza chiedere nessun sacrificio alla città. Poi io penso che sia necessario sedersi tutti insieme e avere un cartellone programmato di tutta l’area vasta o ancora meglio di tutta l’Isola».

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