La Nuova Sardegna

Sassari

L’inchiesta

La morte di Giancarlo Salteri: nella casa di Alghero sequestrati farmaci, pc e telefono

di Nadia Cossu
La morte di Giancarlo Salteri: nella casa di Alghero sequestrati farmaci, pc e telefono

Domani l’autopsia sul corpo del dirigente della Dinamo trovato senza vita nel suo appartamento. Intanto alcune persone sono state sentite dai carabinieri

13 gennaio 2024
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Sassari In attesa dell’autopsia che sarà eseguita domani 15 gennaio, le indagini della Procura della Repubblica vanno avanti senza sosta. Su ordine del magistrato titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore Paolo Piras, è stato disposto il sequestro di tutti i farmaci trovati nell’appartamento di Giancarlo Salteri, il 44enne trovato senza vita giovedì 11 gennaio nella sua casa di Alghero. Così come del telefono e del pc.

Da giorni il dirigente delle giovanili di basket della Dinamo Academy aveva la febbre, comuni sintomi influenzali, soprattutto in questo periodo, che lo avevano costretto a rimanere in casa. E qui lo hanno trovato i vigili del fuoco giovedì sera quando, allertati dagli amici del 44enne, hanno forzato il portone dell’appartamento di via Manzoni: lui era seduto sul divano, con il telecomando ancora in mano e purtroppo il suo cuore non batteva più.

Come da prassi la Procura ha aperto un’inchiesta affidata ai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Alghero per far luce sulle cause della morte di Giancarlo Salteri. L’uomo nel giro di pochi mesi aveva perso all’incirca sessanta chili. Un dimagrimento veloce e importante sul quale non è escluso che la magistratura abbia intenzione di vederci chiaro. E forse anche per questa ragione sono stati sequestrati tutti i farmaci trovati nell’appartamento, compresi alcuni specifici che vengono prescritti e somministrati per curare determinate malattie.

Al momento, però, non è emerso che Salteri soffrisse di una patologia in particolare e quindi bisognerà capire perché avesse in casa quei medicinali. La Procura ha disposto anche il sequestro del telefono cellulare e del pc probabilmente con l’obiettivo di verificare le chat di messaggistica. Intanto, alcune persone sarebbero già state sentite dai carabinieri.

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