«Dipendenze: è un’emergenza nascosta». Cresce a Sassari il consumo di cocaina e droghe sintetiche
Audizione in Comune per il responsabile del Serd Paolo Milia e i responsabili delle comunità S’Aspru, padre Salvatore Morittu, e La Crucca
Sassari Numeri che crescono, con la cocaina e le nuove e pericolose droghe sintetiche dominano il mercato dello spaccio. E un lavoro sempre più difficile, per chi opera nel contrasto alle dipendenze. «Perché – come denuncia padre Salvatore Morittu – la politica ha fatto calare il silenzio su questo problema».
È un po’ questo il senso emerso al termine della riunione della commissione Servizi sociali del Comune, presieduta dalla consigliera Virginia Orunesu.
Alla presenza dell’assessore competente Gianfranco Meazza e di altri componenti della giunta e del consiglio, sono intervenuti il responsabile del Serd Paolo Milia, il fondatore della comunità S’Aspru Salvatore Morittu e i rappresentanti della comunità La Crucca Paolo Camiciottoli e Antonio Pasella. Quasi degli stati generali, per quanto in formato ridotto, del mondo che opera nel settore del contrasto alle dipendenze.
Serd Lo psichiatra Paolo Milia si è concentrato sulle difficoltà che il servizio pubblico affronta ogni giorno per portare avanti il suo lavoro. Le si potrebbe sintetizzare così: servono spazi adeguati, più personale e bisogna cercare di raggiungere i più giovani.
Il discorso di Milia segue un filo logico: «Abbiamo bisogno di spazi belli, funzionali e adatti alle esigenze dei nostri utenti. Non si può mandare un cerbiatto in un parco dei leoni e lo stesso discorso vale per i ragazzi che non possono essere ricevuti negli stessi spazi dove arrivano i tossicodipendenti più grandi, con situazioni di vita difficili e complicate. E serve più personale per seguire al meglio i pazienti e coprire tutto il territorio».
È un discorso complessivo, quello di Milia, che ha sottolineato l’impegno della direzione Asl sul tema. Nel 2023 il Serd ha sfondato il muro dei 2mila accessi, l’anno precedente erano stati 1935. I giovani seguiti sono circa 150, in proporzione troppo pochi, anche perché l’età media dei consumatori è in calo, tanto che i professionisti del Serd non incontrano più solo i ragazzi delle scuole superiori, ma anche quelli delle medie.
Fra le sostanze, crescono cocaina, in tutte le sue forme, e nuove droghe sintetiche: «Molto pericolose per il cervello di un ragazzo. La maggior parte dei ricoveri di giovani in Psichiatria Acuti è legata a intossicamenti legati a sostanze che spesso è anche difficile riconoscere».
Resta uno zoccolo duro legato al consumo di eroina. Sempre ridotto, in proporzione, il numero di donne che accedono al servizio, generalmente per alcune forme di gioco d’azzardo, come i gratta e vinci.
Fra le donne, preoccupa anche l’alcolismo, che però si svolge in una dimensione domestica ed è più difficile da raggiungere.
Comunità «L’età media era di 25 anni, ai tempi dell’eroina. Con il boom della cocaina era salita a 40, ora siamo di nuovo attorno ai 18 anni» ha spiegato padre Salvatore Morittu.
Che ha poi ribadito: «In Sardegna ora circola più droga e ci sono più consumatori, anche paesi dell’interno che credevamo immuni sono stati colpiti. Eppure la politica ignora il problema».
«Questo silenzio – ha aggiunto Paolo Camiciottoli – rende difficile far maturare nelle persone la consapevolezza di avere un problema. Bisognerebbe fare rete, negli anni Ottanta e Novanta si parlava molto di più di droga e dipendenze, da un po’ di tempo si preferisce nascondere la polvere sotto il tappeto».
Comune Virginia Orunesu e Gianfranco Meazza hanno accolto l’invito, formulato dal pedagogista Antonio Pasella, a visitare nelle prossime settimane le comunità del territorio sassarese.
«Gli enti locali, le Asl, la Regione e lo Stato devono fare rete e costruire un percorso di educazione etica che affronti questo problema: la chiave per aiutare il servizio pubblico e le comunità è la prevenzione» ha affermato Meazza.
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