La Nuova Sardegna

Sassari

Il grido d’allarme

Predda Niedda al collasso: «La Regione stanzi i fondi»

di Giovanni Bua
Predda Niedda al collasso: «La Regione stanzi i fondi»

Il commissario dell’ex Zir Giannetto Satta ieri a Palazzo Ducale davanti alla commissione: in ballo il futuro di mille imprese con 14mila addetti

23 gennaio 2024
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Sassari Mille imprese attive, per l’86% gestite da sassaresi, con 14mila addetti. Quattrocento ettari di territorio, con 24 chilometri di strade e buche teatro di almeno tre incidenti a settimana, complice la segnaletica inesistente e i 650 punti luce in gran parte inutilizzabili, caduti, fulminati, oggetto di furti di rame. Sette persone al lavoro sotto indicibile pressione a gestire ufficio tecnico, amministrazione e ragioneria, con girandole continue di titolari, pratiche incagliate da decenni, soldi impossibili da incassare a cui si affiancano fiumi di denaro fresco che, per gli oneri di urbanizzazione, finiscono però nelle casse del Comune (che con l’ultimo insediamento in programma guadagnerà un milione). Con le casse talmente vuote che anche riuscire a garantire i pochi stipendi diventa raro e si finisce per andare avanti ad acconti.

Figurarsi trovare i 2,6 milioni indispensabili per le manutenzioni vitali, che tradotto vuol dire segnare almeno qualche attraversamento pedonale, rimettere in funzione qualche settore dell’illuminazione e chiudere qualche voragine nelle strade più malandate: la 2 e la 18, asse portante e più trafficato dell’ex Zir, la 1 che porta a Li Punti soprattutto nel tratto di fronte al mercato ortofrutticolo, la 21 che scorre di fronte all’ingresso dell’ex Auchan, la 19, che costeggia i due colossi cinesi Uniword e Max Store.

È un grido di allarme che non può restare inascoltato quello che ieri mattina il commissario liquidatore dell’ex Zir Giannetto Satta ha lanciato durante la sua audizione nella IV commissione consiliare presieduta da Manuel Alivesi. Un vero evento visto che, nonostante la zona industriale sia in liquidazione dal 2008, mai uno dei commissari che si sono succeduti aveva ufficialmente messo sui tavoli del Comune le schede che da anni vengono spedite, senza risposta, in Regione. E raccontato in prima persona quello che tutti sanno: il gigante è malato, e sta per crollare, trascinando con sé una parte fondamentale dell’economia del territorio.

«Ho accettato questo incarico a marzo – ha sottolineato Satta – non certo per essere il killer di Predda Niedda. Mi dicono che faccio più del dovuto, forse. Sicuramente non mi limito a spedire lettere e attendere risposte, che peraltro non arrivano. Servono risorse, immediate, ma soprattutto serve un fronte coeso, che coinvolga in primo luogo i soci fondatori della Zir: Comune, Provincia, Camera di Commercio. Un fronte che faccia pressione alla Regione, e allo stesso tempo metta in campo tutto quello che può per sostenere la ex Zir in attesa che finalmente si compia la liquidazione».

Liquidazione bloccata dal vecchio maxi debito con Abbanoa, 22 milioni che l’ente gestore dell’acqua (peraltro di proprietà di Regione e Comuni) aveva deciso di transare nel 2019, quando si era concluso il passaggio in comodato della rete idrica e fognaria, per poi fare un passo indietro in attesa di chiudere i conti con tutte le Zir dell’Isola, e nel mentre mettere le ganasce ai pochi soldi rimasti nei conti del consorzio sassarese.

«Una partita che va chiusa – ha sottolineato l’assessore Carlo Sardara, presente all’audizione – e che seguiamo con grandissima attenzione. Alla quale però si deve affiancare l’indispensabile impegno della Regione per rimettere in sesto le strade e l’illuminazione. I nostri uffici hanno fatto una stima, e si parla di un intervento di almeno 20 milioni. Cifre chiaramente incompatibili con il bilancio del Comune. Che è pronto a prendersi in carico Predda Niedda, ma deve farlo senza che questo apra una voragine nei conti».

Nell’attesa dell’agognato passaggio c’è però necessità di condivisione massima per tenere il transatlantico a galla. «Stiamo collaborando con gli uffici tecnici del Comune – spiega Satta – che ci mettono a disposizione tutte le informazioni di cui non siamo in possesso. Fondamentali, anche grazie alla collaborazione con l’Università di Cagliari e con Engie, per mandare avanti il progetto della comunità energetica. E per redigere, insieme al Dadu dell’università di Sassari, una bozza di piano di sviluppo urbanistico e socioeconomico dell’area. La Provincia, per mezzo della Multiss, ci ha teso la mano per un impegno in prima persona sulle manutenzioni. La prefetta si è detta disponibile a incrementare la sicurezza, che ora è limitata a un passaggio due volte al giorno delle forze dell’ordine. Anche se tutti ben sappiamo che l’unica strada e una videosorveglianza diffusa. Sono tutti segnali importanti, come lo è la riunione di oggi. A dare vera sostanza deve però pensare la Regione».

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