La Nuova Sardegna

Sassari

Lavori pubblici

Sassari, primi operai in azione a Predda Niedda

di Giovanni Bua
Sassari, primi operai in azione a Predda Niedda

Aperti piccoli cantieri per sistemare alcune strade

24 febbraio 2024
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Sassari Qualcosa si muove dentro i 400 ettari del gigante malato, l’ex zona industriale di Predda Niedda a un passo dal collasso. Alcune squadre di operai della Multiss sono al lavoro, dopo che la multiservizi controllata dalla Provincia (tra i cosi fondatori dell’ex Zir) ha firmato nei giorni scorsi una convenzione con il commissario liquidatore Giannetto Satta.

Per ora si tratta di “rattoppi” in alcune delle decine di criticità segnalate dalle decine di migliaia di utenti che ogni giorno frequentano i 26 chilometri di asfalto e buche di Predda Niedda o lavorano nelle sue mille imprese (gli addetti sono 14mila). E di una pulizia generale delle infestanti che hanno invaso le aiuole e, sempre più selvagge, invadono e spaccano marciapiedi e lambiscono, quando non occupano, parte delle carreggiate. Una goccia nel mare, verrebbe da pensare, ma almeno un passo, seppur piccolo, nella direzione giusta.

«La convenzione con la Multiss – sottolinea il commissario liquidatore Giannetto Satta –, che ringraziamo per la disponibilità confermata, prevede una serie di interventi programmati dopo una valutazione comune dei tecnici sulle priorità. La Multiss interviene, con la sua indiscussa professionalità, per gradi. E con il via libera della Regione, che ovviamente dovrà farsi carico dei costi. Siamo coscienti che gli interventi sono molti, e anche ingenti. Ma lamentarsi non basta».

«Era indispensabile iniziare a intervenire– continua Satta – anche per piccoli passi. Nell’attesa di definire le grandi questioni relative al futuro dell’ex Zir. Abbiamo iniziato con le strade 30 e 31, dove chiuderemo l’intervento nella griglia che attraversa la carreggiata eliminando il pericoloso cartello. E andremo avanti, senza fermarci. Vedere operai al lavoro dopo lustri è comunque una grande soddisfazione».

Grande almeno quanto i problemi che restano da risolvere. E che, al netto della cocciutaggine del nuovo commissario liquidatore, sono di una “scala” tale da richiedere un impegno ben più corposo da parte di tutte le istituzioni, a iniziare dalla Regione e da chi, tra qualche giorno, ne prenderà la guida.

Per dare qualche numero gli interventi stimati dallo stesso Satta per rimettere in ordine le emergenze della rete viaria necessitano di circa 2,8 milioni di euro. Che schizzano a 20 se si parla di rimettere davvero a nuovo la rete stradale, condizione posta dal Comune per prendersene carico una volta per tutte. C’è poi il problema dell’illuminazione, che peggiora di giorno in giorno sia per la scarsa manutenzione e per la vetustà degli impianti (decisamente energivori peraltro) che per la totale mancanza di sicurezza notturna, che ha causato un’impennata di furti di rame che hanno spento interi quadranti.

Avere un campione come la Multiss pronto a mettersi al lavoro “per vie brevi” è sicuramente un enorme vantaggio. E la possibilità, se non di una comunità energetica autonoma, almeno di un project per rimettere mano ai 650 punti luce è assai concreta. Ma è evidente che la partita non può essere gestita dal pur coraggioso commissario liquidatore, e che proprio dalla chiusura della liquidazione partita nel 2008, passa inevitabilmente la rinascita del gigante, che moribondo attende, sperando di farcela.

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