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Sassari

Il rapporto

Sassari: una città senza più bambini, sempre più vecchia e sola

Giovanni Bua
Sassari: una città senza più bambini, sempre più vecchia e sola

Per ogni bambino tra 0 e 5 anni ci sono oltre sette abitanti over 65, sono calati di 1500 gli under 14 rispetto al 2019

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Sassari Sempre più vecchi e sempre più soli. Sono numeri allarmanti quelli che fotografano la situazione demografica della città con i dati raccolti dall’Istat ed elaborati dal servizio economia e statistica della Camera di commercio all’interno del suo pannello di controllo interattivo.

Numeri che raccontano di un capoluogo che perde abitanti (siamo a quota 121021, con 62808 donne e 58213 uomini), nel quale per ogni bimbo tra 0 e 5 anni ci sono 7,4 abitanti over 65 e che ha un indice di vecchiaia (il rapporto tra gli over 65 e gli under 14) di 243.2, 10 punti in più rispetto all’anno precedente e oltre 13 punti in più rispetto alla media della provincia storica.

Sempre più vecchi insomma, che già è un dato che dovrebbe far riflettere mentre si assiste alla progressiva decostruzione dei già largamente insufficienti servizi per la cura degli anziani. Basti per tutti la Casa della Divina Provvidenza, per la quale il giudice fallimentare ha fissato la chiusura il 26 marzo, o la claudicante Casa Serena, che ancora non ha completato il faticoso passaggio alla nuova gestione (lo storico gestore ha appena firmato un nuovo affidamento per due mesi, il terzo dall’appalto di dicembre, e il nuovo si rifiuta di prendere servizio) e che tra le sue mura trova posto per 70 ospiti a fronte dei 118 di piena capienza e delle liste di attesa sterminate.

Ma c’è un altro numero drammatico, che in questo caso influisce in maniera diretta sul futuro delle nostre scuole, e che in proiezione rischia di mandare completamente in tilt la solidità di qualsiasi sistema previdenziale e pensionistico: quello relativo alla popolazione 0-14. I bimbi e i ragazzi erano 14248 nel 2019, 13926 nel 2020, 13505 nel 2021, 13102 nel 2022 e sono 12694 nel 2023. Oltre 1500 bambini e ragazzi in meno in 5 anni, con un trend costante che inizia a far arrivare la sua onda lunga anche nella fascia 15-64, passata dagli 82790 residenti del 2019 ai 77452 del 2023, con gli over 65 che passano dai 28960 del 2019 ai 30875 del 2023. Tantissimi anziani, con un’evidente problema strutturale relativo alla loro assistenza, sempre meno bambini e ragazzi, con un immediato contraccolpo sulla tenuta delle scuole, che ogni anno tagliano inesorabili classi su classi. E una rete sociale sempre più sfilacciata a tenere in piedi la baracca. 

A dimostrarlo un altro dato, ormai consolidato ma sempre più evidente. La famiglia “classica”, quella che teoricamente ha sempre sopperito alle carenze dei sistema, soprattutto per quanto riguarda la cura degli anziani, sempre essere passata di moda. Almeno a consultare il dato (parziale, certo, ma non per questo meno indicativo) delle persone coniugate. Qui la prima scoperta: l’unione prima dei trent’anni di fatto non esiste più. Nubili e celibi sono il 100 per cento della popolazione under 24, e tra i 25 e i 29 anni a Sassari ci sono 162 donne coniugate a fronte di 2646 nubili e 86 coniugati a fronte di 2940 celibi. Numeri che crescono nella fascia 30-34, con 746 coniugate e 2308 nubili e 428 coniugati e 2830 celibi.

Per arrivare al “sorpasso” per le donne bisogna salire alla fascia 40-44 anni (2055 coniugate, 1584 celibi) per gli uomini a quella 45-49 (2657 coniugati, 2112 celibi). Fasce in cui iniziano a crescere i numeri dei divorzi: 30 nel gruppo 0-34, 114 nella fascia 35-39, 237 nei 40-44, 409 tra i 45-49, 498 nei 50-54. Salendo di età crescono inevitabilmente i numeri di vedove e vedovi con le donne che si confermano più longeve e tra i 60-64 sopravvivono al partner 443 volte (contro i 103 vedovi), per arrivare alle 1556 vedove tra gli 80 e gli 84 anni (contro i 327 vedovi di pari età).

Ultimo dato il cosiddetto “indice di dipendenza”. Si tratta del rapporto tra la popolazione 0-14 e over 65 con la popolazione 15-64, che calcola quanti individui ci sono in età non attiva rispetto a quelli in età attiva, fornendo una misura della sostenibilità della “struttura sociale” di una popolazione. Per Sassari il rapporto che viene fuori è 55,5 ed è più o meno stabile, più che altro per il basso numero di under 14. Di per sé il numero è già “insostenibile”, peccato che le cose vadano ancora peggio, visto che il teorico peso del modello si scontra con il fatto che nel 44,5 per cento di popolazione teoricamente attiva il numero dei lavoratori è decisamente inferiore. I paesi dell’interno si spopolano e invecchiano, ormai vicini in molti casi all’estinzione. Ma il capoluogo purtroppo non sembra stare molto meglio. E chi si prenderà in carico il suo governo non potrà non tenerne il dovuto conto.

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