Non spiava solo le colleghe di Veterinaria, trovate altre telecamere in due bar di Alghero
Sassari, si aggrava la posizione del ricercatore indagato dalla Procura. Nei suoi pc i file di registrazioni nei bagni di alcuni locali della movida catalana
Sassari Non erano solo le colleghe del dipartimento di Veterinaria a finire nel suo archivio di immagini perverse, collezionate con un ordine quasi maniacale e rigorosamente nella medesima ambientazione: il bagno. Perché l’inchiesta della Procura della Repubblica che nell’ultimo anno ha coordinato la minuziosa attività di indagine condotta sul campo dal personale della polizia locale di Sassari, ha consentito di scoprire ulteriori inaspettati dettagli che potrebbero aggravare la posizione dell’ex ricercatore universitario iscritto nel registro degli indagati.
A gennaio del 2023, il ritrovamento di due telecamere nascoste nei bagni della facoltà, successivamente gli accertamenti degli agenti del comando di via Carlo Felice hanno interessato anche i supporti informatici dell’indagato. E così è stato possibile arrivare a un’altra clamorosa scoperta: le telecamere spia erano state installate anche nei bagni di alcuni locali di tendenza ad Alghero. Una sequenza infinita di soggetti che, nel bel mezzo della movida, usavano le toilettes con una frequenza altissima e probabilmente non soltanto per espletare i propri bisogni fisiologici…
È stato possibile aggiungere questo importante tassello alle indagini proprio grazie all’analisi certosina dei dati contenuti nei pc del ricercatore. Ne è venuto fuori il ritratto di un personaggio diabolico che archiviava tutti i file nominandoli per singolo giorno o attività. “Grande rischio ma grande premio” aveva ad esempio intitolato un file in un giorno in cui la microcamera sarebbe caduta dall’alloggio in cui lui l’aveva riposta e, nel risistemarla, aveva evidentemente corso il pericolo di essere scoperto. Il “premio” a cui alludeva era probabilmente il risultato particolarmente soddisfacente che alla fine era comunque riuscito a ottenere.
Quando gli agenti della polizia locale si sono presentati nella sua abitazione, l’uomo non ha neppure provato a discolparsi, anche perché sarebbe stato un tentativo inutile considerato che la sua faccia era stata ripresa proprio dalle stesse telecamere che lui usava per spiare gli altri: quando le piazzava inquadrava anche il proprio volto, a questo punto non si sa se più o meno consapevolmente.
Al momento, che quelle registrazioni possano essere finite in rete o divulgate in qualche altro modo, non sembra un’ipotesi verosimile. Di certo esiste un ampio mercato di scambi di immagini pornografiche e pedopornografiche ma non sarebbe questo il caso. È invece più plausibile che l’indagato avesse come unico scopo quello di appagare le proprie perversioni.
Intanto continuano le convocazioni, al comando di via Carlo Felice, delle vittime che è stato possibile identificare perché riprese anche in volto. E si tratta soprattutto di donne che lavoravano nel dipartimento di Veterinaria. Mentre sarà più complicato risalire a quelle immortalate nei bagni dei due locali di Alghero. La Procura procede nei confronti dell’ex ricercatore per l’ipotesi di interferenze illecite nella vita privata ma non è da escludere che possa configurarsi anche il reato di molestie.
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