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Sassari, la pm: «Nessuna truffa, imputati da assolvere»

di Nadia Cossu
Sassari, la pm: «Nessuna truffa, imputati da assolvere»

Le richieste del pm nel processo a carico di Antonio Nieddu, geriatra al Policlinico Sassarese, e di altre tre persone. Nel 2014 il medico era stato arrestato per aver indotto i pazienti a farsi visitare da lui privatamente

17 aprile 2024
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Sassari A dieci anni dall’inchiesta che nel 2014 portò all’arresto (per truffa, falso e frode in pubbliche forniture) di un medico e all’iscrizione nel registro degli indagati di altre tre persone, sta per avviarsi a conclusione il processo davanti al collegio presieduto da Giancosimo Mura (a latere Sara Pelicci e Monia Adami).

Ieri mattina la pm Lara Senatore, al termine della discussione, ha chiesto per tre imputati l’assoluzione per insussistenza del fatto e per il medico il non doversi procedere perché il reato è prescritto. Si tratta di Antonio Nieddu, all’epoca responsabile di Geriatria al Policlinico sassarese e anche dell’Unità di valutazione Alzheimer nello stesso ospedale. Le altre tre persone finite a giudizio sono l’allora responsabile legale Piero Bua e ancora Renata Salvo e Maria Carmela Lostia, segretaria e medico.

L’inchiesta della Procura, dieci anni fa, aveva portato ad accertare una serie di condotte illegali – secondo gli inquirenti – da parte del medico. In particolare il professionista avrebbe indotto i pazienti (molti dei quali malati di Alzheimer) a farsi visitare nel suo ambulatorio privato dietro pagamento di parcelle che mediamente erano di 150 euro a visita. Il tutto con la promessa di controlli più attenti e approfonditi e una serie di agevolazioni previste dall’esecuzione degli esami nel reparto da lui diretto «in modo del tutto autonomo e privato, in spregio delle regole proprie del sistema pubblico-convenzionato come le liste d’attesa» scriveva la magistratura. Danneggiando in questo modo la Regione, sempre secondo la Procura.

Nieddu era anche accusato di aver falsificato, con la complicità di altri, i piani terapeutici per i pazienti malati di Alzheimer «redigendoli nel proprio studio privato e senza il coinvolgimento degli altri medici specialisti dell’Unità di valutazione».

Ma ieri la prospettazione dell’accusa è andata in un’altra direzione. Il pubblico ministero Senatore ha infatti chiesto non doversi procedere nei confronti di Nieddu perché il reato è prescritto in relazione alla presunta truffa aggravata relativa al pagamento di prestazioni che secondo la Procura dovevano essere gratuite. Il geriatra, in sostanza, per l’accusa avrebbe indotto i pazienti a essere visitati nel suo studio, a pagamento, benché potessero usufruire di prestazioni gratuite. È l’unico capo che la pm ritiene abbia un principio di prova ma essendo la prescrizione abbondantemente maturata ha chiesto non doversi procedere.

Tutte le altre contestazioni, dalla truffa in danno della Regione per i ricoveri al Policlinico ipotizzati come indebiti perché non in regime di urgenza, ai 32 falsi contestati, ha chiesto l’assoluzione degli imputati per insussistenza del fatto. Il 19 giugno è prevista la discussione degli avvocati difensori Gabriele Satta, Pietrina Putzolu e Gabriele Sechi. Ai primi di luglio repliche e sentenza.

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