La Nuova Sardegna

Sassari

L’inchiesta

Abusi sessuali dall’ex patrigno, la vittima: «Entrava di notte nel mio letto mentre dormivo»

di Nadia Cossu
Abusi sessuali dall’ex patrigno, la vittima: «Entrava di notte nel mio letto mentre dormivo»

Incidente probatorio per far luce su un presunto caso di violenza su una bambina di 7 anni. Lei ha denunciato l’uomo 15 anni dopo, quando lui si è separato da sua madre

20 maggio 2024
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Sassari Emergono nuovi dettagli sul presunto caso di violenza sessuale avvenuto in un paese dell’hinterland di Sassari e che vede indagato l’ex patrigno della vittima, che aveva appena sette anni all’epoca dei fatti.

Lei aveva trovato il coraggio di denunciare gli abusi solo quindici anni dopo, ossia quando quell’uomo e sua madre avevano interrotto il loro matrimonio e lui era andato via di casa. Il magistrato titolare dell’inchiesta, la pm Elisa Succu, aveva disposto il sequestro di tutti i supporti informatici di proprietà dell’indagato – che oggi ha 45 anni – perché il sospetto è che lui avesse persino ripreso gli abusi sulla bambina (che sarebbero stati commessi fino a quando aveva 12 anni) o che possedesse immagini pedopornografiche. Gli accertamenti sono ancora in corso e la Procura ora ha presentato al gip una richiesta di incidente probatorio con l’obiettivo di sentire la giovane e cristallizzare le sue dichiarazioni.

Intanto ci sono ulteriori elementi su come si sarebbe concretizzata la violenza. Secondo l’accusa il 45enne «approfittando dell’assenza della madre della persona offesa in casa (per motivi lavorativi) avrebbe costretto la bambina a subire atti sessuali entrando nel suo letto in piena notte mentre lei dormiva, abbassandole i pantaloni del pigiama e la biancheria intima, alzandole la maglietta e palpeggiandole il seno e le parti intime». Con un’ulteriore condotta che, se accertata, renderebbe il tutto ancora più spregevole e inquietante: avrebbe cioè «scattato delle foto alle parti intime (della ragazzina ndc) col proprio cellulare».

E proprio per questo motivo la pm Succu ha ordinato il sequestro di telefonini, pc, macchine fotografiche, web cam. Esiste un “fondato motivo” – per il sostituto procuratore di Sassari – di ritenere che “all’interno del telefono cellulare, del personal computer ma anche di altri dispositivi informatici in possesso o in uso dell’indagato, siano presenti foto e video con contenuto sessualmente esplicito ritraenti minori o persone riprese senza consenso”. Così come elementi a carico del 45enne avrebbero potuto trovarsi nell’abitazione e nei veicoli di sua proprietà. Ed ecco perché anche qui era stata estesa la perquisizione.

L’obiettivo della Procura è accertare l’attendibilità dei riscontri. Verificare quanto le dichiarazioni rese dalla presunta vittima trovino conferma nel materiale contenuto all’interno dei dispositivi in sequestro e adottare i successivi provvedimenti. Così come altro strumento è l’incidente probatorio che si terrà tra qualche giorno. All’uomo, tutelato dall’avvocato Antonio Secci, è contestato il reato previsto dagli articoli 609 bis e 609 ter (comma 2) del codice penale: ossia violenza sessuale aggravata dall’aver commesso il fatto su una persona che non aveva compiuto 10 anni di età. Circostanza che, nel caso in cui venga accertata la responsabilità dell’indagato, prevede la reclusione a partire da sette e fino a quattordici anni.

Le indagini sono in corso e bisognerà quindi attendere che si concluda il lavoro degli inquirenti (soprattutto gli accertamenti “tecnici” sull’apparecchiatura informatica) prima di conoscere le successive azioni della Procura.

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