La Nuova Sardegna

Sassari

Rito abbreviato

Operazione “Piazza Pulita” a Sassari, il pm chiede condanne fino a 13 anni

di Nadia Cossu
Operazione “Piazza Pulita” a Sassari, il pm chiede condanne fino a 13 anni

Sono in tutto 17 le persone finite davanti al giudice in seguito al blitz antidroga del 2023 condotto dai carabinieri nel quartiere di Santa Maria di Pisa. A luglio la sentenza

29 maggio 2024
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Sassari Sono richieste di condanna pesanti – che vanno da un massimo di tredici anni e cinque mesi a un minimo di un anno e quattro mesi con la riduzione prevista dal rito abbreviato – quelle presentate ieri 29 maggio 2024 al gup Sergio De Luca dal pubblico ministero Maria Paola Asara che lo scorso anno aveva coordinato l’inchiesta condotta sul campo dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Sassari e che non a caso era stata denominata “Piazza pulita II”.

Perché gli uomini dell’Arma avevano effettivamente “ripulito” da una grossa attività di spaccio di droga una zona nevralgica della città, nel quartiere di Santa Maria di Pisa. Quattordici, nel 2023, le persone arrestate dai carabinieri che, al termine di una lunga e scrupolosa attività di indagine, avevano accertato un giro d’affari di circa sessantamila euro al mese. Frutto di un traffico intenso, fatto di almeno cento cessioni di dosi di eroina e cocaina ogni giorno, più o meno 260 grammi di droga smerciata alla settimana.

La centrale dello spaccio si trovava all’interno di un appartamento di via Leoncavallo, meta del pellegrinaggio quotidiano di centinaia di assuntori di stupefacenti di tutte le età, provenienti anche da diversi paesi dell’hinterland e da tutti i quartieri di Sassari. C’erano voluti tre mesi di indagini, fatti di pedinamenti, intercettazioni telefoniche e prove raccolte con telecamere nascoste e appostamenti dei carabinieri in borghese, per accertare le modalità con cui il gruppo criminale – che aveva a capo una coppia di coniugi sassaresi – si era impadronito di una grande fetta del mercato cittadino dello spaccio di droga. In carcere a Bancali, con l’accusa di essere i due organizzatori del traffico gestito dall’interno della loro abitazione di via Leoncavallo, erano finiti Costantino Oggianu, di 54 anni e sua moglie Emanuela Immacolata Delogu, di 47. E anche Samuele Cau, di 31 anni, Roberto Salis, di 43 anni, Roberto Giannichedda, di 56 anni, Simon Pietro Cicu, di 44 e Salvatore Piras, noto “Scheletro”, di 48 anni. Per i primi quattro la pm ha chiesto la pena più alta: 13 anni e 5 mesi di reclusione oltre al pagamento di 50mila euro di multa. Per Giannichedda 6 anni e 5 mesi, per Cicu sei anni e tre mesi e per Piras 5 anni e 4 mesi. Tutti – secondo le accuse – avrebbero partecipato attivamente allo smercio quotidiano di droga che iniziava dalla mattina presto e andava avanti per tutta la giornata.

Agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico erano finiti invece Antonio Spanu, noto “Mocassino”, di 35 anni, Graziano Achenza, di 48, Salvatore Giuseppe Giannichedda, di 45 e Nicola Chessa di 51 anni. Per loro la pm Asara ha chiesto rispettivamente 3 anni e 7 mesi, 3 anni e 6 mesi, 3 anni e un mese e 4 anni e 4 mesi. La misura più blanda dell’obbligo di dimora era stata invece disposta dal gip per Antonio Vincenzo Salaris noto “Pastasciutta”, di 35 anni, Michele Delogu noto “Pollicino”, di 38 anni e Antonella Fadda di 35 anni. Le pene sollecitate nei loro confronti sono rispettivamente di 4 anni e un mese per i primi due, e 2 anni e 9 mesi per la Fadda. Nell’inchiesta della Procura erano poi entrati anche Sabrina Zedda (43 anni), Vincenzino Canu (di 40 anni) e Giuseppe Delogu (di 43). Per loro chieste condanne a un anno e 4 mesi e a 4 anni.

Nell’udienza di ieri hanno discusso anche gli avvocati difensori Carlo Foddai, Marco Palmieri, Paolo Spano, Claudio Mastandrea, Maurizio Serra, Luigi Conti, Tina Lunesu, Vilia Fiorillo e Vittorio Campus. Il giudice ha rinviato al 10 luglio per eventuali repliche e per la sentenza.

L’operazione “Piazza pulita II” aveva preso spunto dal maxi blitz del 2007 quando sempre i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Sassari avevano stroncato un imponente traffico di droga a Santa Maria di Pisa, installando decine di microtelecamere in vari punti del quartiere, nei pali dell’illuminazione pubblica o sugli alberi. L’attività dello scorso anno aveva portato anche al sequestro preventivo di una villa con annesso terreno di circa un ettaro nella campagne di Sassari. L’abitazione di proprietà di Costantino Oggianu e di sua moglie Emanuela Immacolata Delogu, sarebbe stata costruita senza alcun tipo di autorizzazione edilizia e secondo i carabinieri sarebbe provento della attività di spaccio di stupefacenti.

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