La Nuova Sardegna

Sassari

Il processo

Droga nel container a Sassari, il pm chiede l’assoluzione per il re degli eventi

di Nadia Cossu
Droga nel container a Sassari, il pm chiede l’assoluzione per il re degli eventi

Stefano Baldino, titolare di un’azienda leader nell’organizzazione di ricevimenti con sedi anche in Costa Smeralda, era stato arrestato nel 2021. La difesa: «Anche altri avevano le chiavi»

17 giugno 2024
3 MINUTI DI LETTURA





Sassari Il blitz tra i capannoni deserti nella zona industriale di Sassari era scattato la mattina di Ferragosto di tre anni fa. In un container erano stati trovati 10 chili di marijuana e il titolare della “C&B luxury events” di Predda Niedda, azienda leader nell’organizzazione di eventi, con sedi in città e in Costa Smeralda, era stato arrestato.

Per quei fatti Stefano Baldino, 50 anni, imprenditore molto conosciuto nell’isola, era finito a processo. Ieri mattina, davanti al giudice Paolo Bulla, si è tenuta la discussione del pubblico ministero Ilaria Achenza che, sulla base di quanto emerso nell’istruttoria dibattimentale, ha chiesto per l’imputato l’assoluzione. Richiesta alla quale con argomenti dettagliati si è associato l’avvocato difensore Marco Manca. Il giudice ha rinviato a luglio per la sentenza.

Quando i militari della guardia di finanza della tenenza di Porto Torres si erano presentati ai cancelli della “C&B luxury events”, Baldino non c’era. Elemento evidenziato dal difensore in sede di discussione: «Era in Costa Smeralda da tre giorni, e le chiavi del container e dell’azienda erano a disposizione di più persone». Gli investigatori delle fiamme gialle non erano lì per caso, sapevano che all’interno di un container chiuso a chiave nel piazzale della società di allestimenti super lusso era stato nascosto qualcosa di illegale. La soffiata era stata precisa, tanto che i finanzieri si erano presentati a Predda Niedda in compagnia di un cane antidroga. La prova che non si erano sbagliati era arrivata proprio quando il cane del nucleo cinofili aveva iniziato a scodinzolare nervosamente davanti all’ingresso del container. E lì erano stati trovati due sacchi neri con all’interno circa dieci chili di marijuana suddivisi in sette buste di plastica.

Fin dai primi istanti Stefano Baldino aveva negato con forza che quella sostanza fosse la sua e aveva spiegato che non sapeva come fosse finita nel container. Durante il processo i testimoni della difesa hanno confermato che le chiavi le avevano più persone e che chiunque lavorasse lì, compresa la manovalanza di extracomunitari, poteva aver nascosto la droga nel container. Tra l’altro, come ha evidenziato l’avvocato Manca, «quella mattina, quando la finanza era arrivata sul posto, aveva trovato tutte le porte aperte e le chiavi del container sul tavolo a disposizione di chiunque. Mentre Baldino era in Costa Smeralda da 2/3 giorni prima».

Ancora, altra circostanza evidenziata, «qualche mese dopo i fatti, era stato trovato un extracomunitario dentro il deposito mentre rubava e aveva addosso le chiavi sia dello stesso deposito che del container. Questa persona in quel periodo lavorava lì come manovale ed era stato mandato via dopo questo episodio».

Baldino, incensurato, aveva scelto di affrontare il processo con il rito ordinario, sicuro di poter dimostrare la propria innocenza. Sarà il giudice Bulla a stabilire se la sua versione dei fatti sia o meno credibile e se le istanze del pm e della difesa vadano accolte.

L’imprenditore era stato premiato nel 2018 con la sua azienda nella sezione catering alla seconda edizione del “The italian wedding stars”, congresso nazionale nel quale vengono selezionate le eccellenze italiane impegnate nel mondo dei ricevimenti e del matrimonio.

In Primo Piano
Stati Uniti

Joe Biden annuncia il suo ritiro: non correrà per la Casa Bianca

Le nostre iniziative