Sassari, ha diritto al docente di sostegno ma l’insegnante non c’è
La protesta dei genitori di una ragazzina dislessica e discalculica che frequenta le Medie
Sassari L’anno scolastico è iniziato ormai da un mese, ma una studentessa di una scuola media cittadina si ritrova ancora a fare lezione senza l’insegnante di sostegno. Lo racconta il padre, il cui nome non verrà pubblicato per tutelare la privacy della bambina: «Potete immaginarvi la frustrazione di mia figlia, a cui viene dato un compito di matematica e però non riesce a portarlo a termine, perché non ha il supporto che le spetterebbe per legge e diagnosi».
La bimba è titolare di una certificazione di dislessia e discalculia, che le darebbe diritto a 9 ore di sostegno: «Noi proviamo ad aiutarla a fare i compiti e impieghiamo il contributo finanziario della legge 104 per fare corsi serali con un’associazione privata. Ma non basta, nostra figlia soffre molto la differenza rispetto ai compagni, anche perché i bambini a quell’età possono essere crudeli e si sente demoralizzata».
La bimba, lo scorso anno, aveva ottenuto la certificazione a marzo e contestualmente la scuola aveva attivato le nove ore di sostegno. Quest’anno, con la documentazione già presentata e valida per tre anni, la famiglia si aspettava l’arrivo dell’insegnante di sostegno fin dall’inizio delle lezioni, come accaduto agli altri compagni. Al primo giorno di scuola, invece, l’amara sorpresa, a cui è seguito un lungo rimpallo di responsabilità fra segreterie e uffici.
«Ci siamo rivolti al provveditorato, che ci ha spiegato come il pacchetto delle ore di sostegno a disposizione della scuola era già stato “consegnato” e che ora toccava all’istituto fare le chiamate. Effettivamente, le 9 ore che spettavano a mia figlia non erano state incluse, a quanto pare per un disguido legato ad un accorpamento fra le diverse segreterie». A quel punto, i genitori ricevono dalla scuola una proposta: «Ci viene detto di aspettare, perché c’era un altro ragazzo titolare di sostegno che doveva trasferirsi in un altro istituto e quelle ore sarebbero così potute passare a mia figlia. Una proposta scorretta e inaccettabile». Alla fine, spiega il padre, la scuola ha fatto marcia indietro e ritirato la proposta. Ma questo non ha sbloccato la situazione: «Ora il problema è che l’insegnante individuato in graduatoria avrebbe rifiutato la chiamata». Questioni burocratiche che non dovrebbero condizionare il diritto allo studio di una bambina.
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